Grecia alla frutta, requisita la liquidità degli enti locali per pagare stipendi e pensioni

Il governo Tsipras requisisce la liquidità degli enti locali per evitare il default e pagare stipendi pubblici e pensioni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il governo Tsipras requisisce la liquidità degli enti locali per evitare il default e pagare stipendi pubblici e pensioni.

Con un decreto del governo, Atene requisisce i contanti disponibili degli enti locali, al fine di provvedere ai pagamenti degli stipendi pubblici e delle pensioni in Grecia. L’atto, il secondo in un mese di questo genere (in precedenza era stata requisita la liquidità delle aziende statali e dei fondi pensione), è stato firmato dal premier Alexis Tsipras e dal presidente Pvlopoulos. Secondo le stime ufficiali, il governo avrebbe così a disposizione 2,5 miliardi. Dalla misura è stata esclusa la liquidità occorrente per coprire le esigenze di cassa per le prossime 2 settimane e quella già versata alla Cassa depositi e prestiti. Poiché il pagamento degli stipendi pubblici e delle pensioni richiede circa 1,5 miliardi di euro, con quest’atto, retroattivo al 17 marzo scorso e che esclude gli enti pubblici e della sicurezza sociale, il governo Tsipras avrebbe a disposizione il contante necessario ad evitare il default per tutto il mese di aprile e per affrontare la scadenza di inizio marzo per 200 milioni verso l’FMI. Ovviamente, in assenza di aiuti europei, il default arriverebbe comunque a maggio, anche perché il decreto di questo pomeriggio sembra davvero che abbia portato a rischiare il fondo del barile, l’ultimo atto prima della bancarotta.   APPROFONDISCI – Grecia, ecco i segnali delle paure del mercato di un’uscita dall’euro  

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Argomenti: Economie Europa