Grecia al voto e l’Eurozona prepara la ristrutturazione del debito

La ristrutturazione del debito pubblico della Grecia poggerebbe su 3 misure, ventilate nelle scorse ore dai funzionari dell'Eurozona a Reuters. E domenica si tengono le elezioni anticipate.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La ristrutturazione del debito pubblico della Grecia poggerebbe su 3 misure, ventilate nelle scorse ore dai funzionari dell'Eurozona a Reuters. E domenica si tengono le elezioni anticipate.

Mentre la Grecia si prepara a rinnovare il Parlamento per la seconda volta in meno di 8 mesi, i funzionari dell’Eurozona hanno anticipato all’agenzia Reuters alcune proposte di ristrutturazione del debito pubblico ellenico, nel caso che l’esame delle prime riforme chieste ad Atene desse tra 2 mesi esito positivo.

I 3 pilastri della ristrutturazione, ma senza “haircut”

La ristrutturazione non contemplerebbe l’ipotesi di cancellazione del debito, date le forti resistenze dei creditori, Germania in testa. Essa poggerebbe su 3 misure. La prima sarebbe un ulteriore allungamento del periodo di grazia per il rimborso del debito. Ad oggi, sulla base dell’accordo di 3 anni fa, la Grecia non deve rimborsare ai creditori europei alcunché fino al 2023. Da quell’anno e fino al 2043, invece, dovrà restituire le somme ricevute. Secondo il nuovo schema, il periodo di grazia sarebbe allungato di altri anni e il rimborso potrebbe essere diluito nell’arco di una cinquantina di anni.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/grecia-il-bundestag-al-voto-sugli-aiuti-schaeuble-votiamo-si-niente-taglio-del-debito/   Il secondo pilastro poggia sull’allungamento del periodo di grazia per il pagamento degli interessi. Anche in questo caso, infatti, la Grecia gode del mancato pagamento degli interessi sul debito dal 2013 al 2022. Inizierà a pagarli dal 2023, ma dovrà farlo anche con riferimento a quelli non versati nel decennio precedenti, ossia retroattivamente. Per questo, i funzionari europei vorrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di allungare il periodo di grazia per gli interessi di altri 10 o 20 anni. Infine, la terza misura che va incontro alle esigenze di Atene sarebbe il congelamento degli interessi ai livelli bassissimi attuali. Questa sarebbe la più controversa nell’Eurozona, perché diversi creditori eccepiscono il fatto che il governo greco paghi già interessi molto bassi e di gran lunga inferiori a quelli sostenuti dagli altri governi. Un’opzione alternativa sarebbe, quindi, di legare il livello dei tassi alla crescita dell’economia ellenica: più sale il pil, più cresce anche l’interesse, magari limitandolo superiormente e inferiormente.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/grecia-laccordo-portera-nuove-tasse-e-si-parla-di-ristrutturazione-del-debito/  

Limitazione degli oneri al 15% del pil

In generale, poi, l’Eurozona vorrebbe introdurre una clausola, secondo la quale il costo del servizio sul debito pubblico della Grecia non potrebbe mai superare il 15% del pil del paese. In questo modo, spiegano i funzionari, il governo potrebbe nel tempo tornare a rifinanziarsi sul mercato, grazie alla ritrovata fiducia degli investitori privati, consapevoli che gli oneri sarebbero limitati. Stando alle proiezioni, quest’anno la Grecia dovrebbe sostenere un costo per il servizio sul debito pari all’11% del pil, ma dall’anno prossimo e fino al 2022 tale onere scenderebbe nel range 6-10%. Ma dal 2023, a causa della retroattività prevista per il pagamento degli interessi, il costo del servizio salirebbe sopra il 15%. Ecco, quindi, che l’Eurozona vorrebbe intervenire su questo punto, facendo scattare la clausola, limitando al 15% massimo il rapporto tra costo del debito e pil. Al momento, spiegano i funzionari europei, il debito pubblico ellenico sarebbe al 168,8% del pil, molto al di sopra del 120% indicato quale livello massimo per considerarlo sostenibile. Tuttavia, concludono, ciò non ha senso con riguardo alla Grecia, visto che gode di periodi di grazia per il rimborso del debito e per il pagamento degli interessi, oltre che di una notevole diluizione nel tempo delle scadenze.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/grecia-il-taglio-del-debito-per-citi-dovra-essere-quasi-totale-ecco-le-previsioni-nere/  

Elezioni Grecia, domenica la verità

Tra 2 giorni, i greci decideranno se confermare o meno Syriza al governo o se assegnare la loro fiducia ai conservatori, guidati da Evangelos Meimarakis, che potrebbero tornare a guidare il paese dopo appena 8 mesi all’opposizione, stando ai sondaggi. La campagna elettorale si è caratterizzata per toni di gran lunga più moderati da parte del premier Alexis Tsipras, che adesso punta tutto sulla ristrutturazione del debito per dare un contentino alla sua base, fortemente delusa dalla firma del terzo bailout da 86 miliardi in 3 anni.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/elezioni-in-grecia-syriza-sorpassata-nei-sondaggi-dal-centro-destra/      

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Argomenti: Alexis Tsipras, Economie Europa, haircut, Ristrutturazione debito Grecia