Grecia, accordo preliminare entro domenica. Ma l’Eurogruppo teme il referendum

La Grecia potrebbe raggiungere con i creditori europei un accordo preliminare entro domenica, da sottoporre all'Eurigruppo dell'11 maggio. Ma pesa il rischio di un referendum. E' lotta contro il tempo per evitare il default.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia potrebbe raggiungere con i creditori europei un accordo preliminare entro domenica, da sottoporre all'Eurigruppo dell'11 maggio. Ma pesa il rischio di un referendum. E' lotta contro il tempo per evitare il default.

Secondo alcuni funzionari dell’EuroWorking Group, rimasti volutamente anonimi, la Grecia potrebbe trovare un accordo preliminare con i creditori europei entro la domenica, 3 maggio, da sottoporre successivamente all’Eurogruppo dell’11. La conferma che il negoziato muove qualche passo in avanti, dopo uno stallo durato diverse settimane, arriva dal ministro delle Finanze austriaco, Hans Joerg Schelling, che ritiene che ciò sia frutto della nuova squadra messa su dal premier Alexis Tsipras per condurre le trattative, che nei fatti ha ridimensionato fortemente il ruolo del ministro Yanis Varoufakis. Quest’ultimo, però, ieri non solo rivendicava di avere mantenuto un controllo sull’indirizzo politico del negoziato, ma avvertiva anche che il governo greco non intenderebbe cedere su alcuni punti, quali l’IVA sulle isole, le pensioni, il mercato del lavoro e le privatizzazioni. Dichiarazioni apparentemente smentite dalle indiscrezioni, per cui la Grecia si accingerebbe a introdurre un’aliquota unica per l’IVA al 18%, che si estenderebbe anche alle isole e che escluderebbe solo i medicinali. Comunque sia, restano pochissimi giorni per trattare, visto che già la prossima settimana Atene potrebbe registrare una crisi di liquidità. Sabato dovrà sborsare 200 milioni di  interessi verso l’FMI, anche se non dovrebbero esserci sorprese negative, dopo la requisizione dei 2 miliardi dai conti degli enti locali, che ha suscitato vivaci proteste di questi ultimi.   APPROFONDISCI – La Grecia va verso un accordo? Ecco perché si rischia ora più che mai un incidente  

Banche Grecia tra nuovi aiuti e fuga dei depositi

Ieri, la BCE ha alzato di 1,4 miliardi a 76,9 miliardi i fondi ELA, la liquidità di emergenza erogata alle banche greche tramite la Banca di Grecia. A marzo, gli istituti hanno visto defluire depositi per 1,9 miliardi, un ritmo inferiore a quello di febbraio, ma semplicemente perché chi aveva capitali da spostare all’estero, lo ha presumibilmente già fatto. In 4 mesi, le banche elleniche hanno perso risparmi per 26 miliardi, vedendo scendere a 138,6 miliardi il monte-depositi, tornando ai livelli di inizio millennio.   APPROFONDISCI – La BCE concede alle banche greche altri 1,4 miliardi, ma Draghi minaccia il taglio   Nonostante nelle ultime ore si sia aperto uno spiraglio sul negoziato in corso, ieri i titoli bancari hanno ceduto alla Borsa di Atene il 3,1%, mentre i rendimenti a 2 anni si sono impennati di 183 punti base al 22,18%. Nella serata di ieri, l’agenzia di rating Moody’s ha tagliato da “Caa1” a “Caa2” il giudizio sul debito pubblico ellenico con outlook negativo.

Referendum Grecia

In effetti, esiste una grande minaccia al buon esito delle trattative: il referendum paventato da Tsipras, nel caso in cui alla Grecia fossero richieste misure contrarie alle promesse elettorali di Syriza. Lo stesso Schelling ha definito tale minaccia come”direzione sbagliata”, che potrebbe persino peggiorare lo stato delle cose. Gli stessi greci sarebbero spaventati dall’ipotesi e secondo un sondaggio di Mega TV, il 62% sarebbe contrario. In effetti, il voto si trasformerebbe in un dibattito sulla permanenza o l’uscita dall’euro. Se quasi certamente la maggioranza dei greci voterebbe per restare nell’euro, si sprecherebbero settimane preziose, la tensione sui mercati finanziari potrebbe salire oltre misura e portare alla necessità di introdurre controlli sui capitali, il primo passo per una possibile Grexit non controllata.   APPROFONDISCI – La Grecia indirà un referendum sull’euro in primavera? Ecco perché Tsipras lo vuole

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Argomenti: banche Grecia, Economie Europa, Grexit