Great Place to Work 2019: le aziende migliori dove lavorare

Le aziende dove lavorare è piacevole secondo il Great Place to Work 2019.

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Le aziende dove lavorare è piacevole secondo il Great Place to Work 2019.

Quali sono i migliori posti in cui lavorare? A dircelo Great Place to Work 2019, il premio per gli ambienti di lavoro migliori. Sul podio Salesforce, Adecco e Workday ma sono varie le realtà considerate. La classifica ha tenuto conto della risposta di un campione di 1 milione e 400mila.

Le aziende migliori

Il Great Place to Work 2019 premia le realtà di lavoro migliori in cui lavorare. Al primo posto si trova Salesforce l’azienda americana di cloud computing che ha sede a San Francisco e presente anche in altri paesi del mondo. Seconda sul podio Adecco, l’agenzia di selezione del personale, mentre la società svizzera di information technology Workday occupa il terzo posto. Anche l’Italia figura in classifica, segno che anche il nostro paese sta andando nella giusta direzione focalizzandosi sul benessere dei collaboratori.

A sottolinearlo Andrea Montuschi, presidente di Great Place to Work Italia, il quale ha detto che in classifica risultano anche Bending Spoons, 35esimi in Europa e Zeta Service, 45esimi, aziende di matrice italiana. Una opera nel campo dell’IT Software mentre la seconda nel mondo dei servizi professionali. L’Italia appare anche nella classifica con 16 filiali di aziende multinazionali.

C’è anche l’Italia

Sempre rimanendo sull’Italia, il nostro paese sta dimostrando di potersi concentrare sul bilanciamento tra famiglia e lavoro, un tema trattato più volte quando si parla di benessere dei dipendenti che sempre di più chiedono proprio l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Un altro fattore importante è il livello di innovazione dell’azienda, stile di leadership più moderno e innovativo.

Subito dopo le prime tre, troviamo l’azienda Abbvie, specializzata in biotecnologie, al quarto posto, a seguire Cisco, Mars, Admiral Group, American Express, Sas, Hilton e Volkswagen.

Andrea Montuschi sottolinea infine che “La nostra classifica è determinata per due terzi dal Trust Index: vale a dire dal clima di fiducia aziendale, un terzo dal ‘Culture Audit’, il questionario che misura l’offerta che l’azienda fa ai dipendenti in politiche welfare e risorse umane. Attraverso un software di intelligenza artificiale, abbiamo analizzato le risposte e rilevato che il fattore positivo indicato più spesso è la flessibilità nell’orario, mentre la lamentela più comune è legata alla retribuzione e al ‘work-life balance”.

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