Governo Renziloni una provocazione? Le chiavi del voto le ha Berlusconi

Il governo Gentiloni è una imbarazzante copia di quello a guida Matteo Renzi, che già trama per rendere il più breve possibile la durata del successore a Palazzo Chigi. Silvio Berlusconi dovrà sostenerlo sottobanco.

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Il governo Gentiloni è una imbarazzante copia di quello a guida Matteo Renzi, che già trama per rendere il più breve possibile la durata del successore a Palazzo Chigi. Silvio Berlusconi dovrà sostenerlo sottobanco.

Il governo fotocopia del precedente, oggi a guida Paolo Gentiloni, è stato già ribattezzato “Renziloni”. Persino tra la grande stampa, finora non certo ostile all’ex premier, c’è sbigottimento per il varo del nuovo esecutivo, che salvo qualche rimaneggiamento, è rimasto sostanzialmente uguale a quello di Matteo Renzi. Nessun esponente del “no” al referendum costituzionale fa parte della squadra, mentre fa impressione la presenza di Maria Elena Boschi, già ministro delle Riforme, che è stata spostata nella funzione di sottosegretario alla presidenza del consiglio, pur essendo il volto della bocciatura popolare delle riforme istituzionali, avvenuta a larga maggioranza il 4 dicembre scorso.

Il governo Gentiloni esordisce con uno strappo con il gruppo di Denis Verdini, l’ex coordinatore di Forza Italia, che da tempo ha deciso di sostenere Renzi dall’esterno, ma che con il cambio di governo avrebbe desiderato entrarne a fare parte. Nessun suo esponente è ministro, per cui i verdiniani negheranno la fiducia all’esecutivo. Per quanto insignificanti siano sul piano dei consensi (anzi, rappresentano una zavorra per chiunque se li imbarcasse), i verdiniani potrebbero creare qualche problema al Senato, dove i numeri della maggioranza sono traballanti. (Leggi anche: Perché la soluzione Gentiloni non sarà positiva per i mercati)

Renzi scalpita per le elezioni anticipate

Sono in tanti a intravedere in questo inatteso strappo una manovra di Renzi, che cercherebbe di indebolire Gentiloni, dopo averlo costretto a subire una squadra di ministri sostanzialmente uguale a quella sua, privandolo di numeri solidi, in modo da non farsi venire la tentazione di durare oltre qualche mese.

Renzi ambisce alle elezioni anticipate il più presto possibile, cercando la rivincita alle urne, cancellando la sonora batosta rimediata una decina di giorni fa.

Tuttavia, la sua mossa disperata spingerà la minoranza dem da una parte e i berlusconiani dall’altra a sostenere Gentiloni, questi ultimi sottobanco. (Leggi anche: Elezioni anticipate o nel 2018? PD nel caos)

 

 

 

 

Forza Italia verso un sostegno occulto

Al Senato, i numeri per il nuovo governo non mancheranno, perché Forza Italia farà in modo da non farli mancare. L’obiettivo di Silvio Berlusconi è di arrivare, se non a fine legislatura, almeno fino all’autunno prossimo, in modo sia da ottenere dalla Corte di Giustizia UE la riabilitazione politica, perduta con l’estromissione dal Senato dopo la condanna in via definitiva sul caso Mediatrade, sia di riorganizzare il partito e l’intera coalizione, che oggi come oggi si reggono con uno sputo.

Quale che sia la scadenza effettiva del Renziloni, il “nuovo” governo nasce debole. Sul piano politico, sembra figlio di nessuno, mentre stanno avendo buon gioco grillini e leghisti nell’indicarlo come frutto di una nuova manovra del palazzo, quasi una beffa per i 19,6 milioni di italiani, che il 4 dicembre scorso hanno votato “no” al referendum, segnalando di volere spazzare via l’esperienza Renzi, ritrovandosi a Palazzo Chigi una sua fotocopia, ma più sbiadita, molto meno carismatica, modesta e persino con poca spina dorsale. (Leggi anche: Se Gentiloni dovrà fare il lavoro sporco)

 

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