Governo Renzi al capolinea: il partito di Alfano vuole tornare con Berlusconi

Governo Renzi in piena crisi politica e di consenso. NCD di Angelino Alfano è sempre più con un piede fuori dalla maggioranza e verso il centro-destra, mentre i sondaggi sono allarmanti per il PD.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Governo Renzi in piena crisi politica e di consenso. NCD di Angelino Alfano è sempre più con un piede fuori dalla maggioranza e verso il centro-destra, mentre i sondaggi sono allarmanti per il PD.

Come se il clima attorno al governo non fosse già pesante, arrivano puntuali le inchieste giudiziarie, che lambiscono, pur senza rilevanza penale, la famiglia del ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Dopo il fratello, nelle intercettazioni riguardanti Raffaele Pizza, fratello di Giuseppe (a capo della Dc), la sua segretaria parla di 80 curricula, che sarebbero stati spediti dal padre del ministro alle Poste per segnalazioni. Questo, dopo che si era appreso che il fratello aveva ottenuto un posto da dirigente, sempre alle Poste, su presunte raccomandazioni.

Alfano parla di “barbarie illegali”, si sente giustamente sotto attacco e amareggiato dalla pubblicazione di stralci di intercettazioni, che formalmente non hanno nulla a che vedere con la sua persona, oltre che non possedere alcuna rilevanza penale, almeno sinora.

Ieri, il leader di NCD avrebbe chiarito in un colloquio furente con il premier Matteo Renzi che il 70% del suo partito sarebbe pronto a lasciare il governo. Chiarisce, però, di fare ancora parte del residuo 30%, che vorrebbe restare nell’esecutivo, ma avverte che le cose si stanno complicando.

Crisi governo non lontana

Ad essere pronti sin da subito di mollare l’esecutivo sarebbero 7-8 senatori, quanti ne basterebbero per fare saltare la maggioranza al Senato. Tra le file dei riottosi troviamo l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni e l’ex presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani.

Senza una revisione dell’Italicum, che assegni il premio di maggioranza alla coalizione e non al partito, la scelta di NCD sarebbe quasi obbligata. Le manovre per un ritorno nel centro-destra sono iniziate e puntano a un rientro formale dopo il referendum costituzionale (due senatori di NCD fanno parte del Comitato del No), che in pochi ormai vedono una carta vincente per il premier.

 

 

 

Ipotesi governissimo dopo Renzi

Si parla esplicitamente del dopo-Renzi, o meglio di quanto accadrebbe dopo il referendum, nel caso di sconfitta del governo. L’ipotesi più in voga sarebbe il “governissimo”, con dentro anche Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle, per riformare ancora la legge elettorale e magari portare a casa qualche ritocco alla Costituzione.

Ma il premier non si arrende e pur confermando in privato che nel caso si dimetterebbe, sarebbe tentato da elezioni politiche imminenti, in modo da non offrire il PD ai suoi avversari interni, ma anzi per sbarazzarsene, sbianchettando i loro nomi dalle liste.

Sondaggi PD molto negativi

Sempre che il governo ad ottobre ci arrivi, stretto da una tenaglia finanziaria da un lato e giudiziaria dall’altro. I sondaggi vanno di male in peggio, tanto che Nando Pagnoncelli certificherebbe persino una sconfitta del PD con 9 punti di distacco in favore del Movimento 5 Stelle in un ipotetico secondo turno per il caso che il primo si presentasse alleato con altre formazioni centriste e di sinistra. Da solo, perderebbe con 13 punti di differenza.

Dati virtuali, ma che rendono ancora più difficile la dura realtà di oggi per Palazzo Chigi. Salire la china per vincere al referendum diventa sempre più difficile. Oltre tutto, l’imminente salvataggio pubblico di MPS non depone in favore della popolarità né del PD, né del premier.

 

 

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Argomenti: Politica