Governo Renzi al capolinea? Il ministro che potrebbe tradire

Governo Renzi verso la crisi in autunno. Il premier sarà tradito da un suo importante ministro, che si scalderebbe per prenderne il posto.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Governo Renzi verso la crisi in autunno. Il premier sarà tradito da un suo importante ministro, che si scalderebbe per prenderne il posto.

Area Popolare è in subbuglio, anzi quasi non esiste più. Sabato scorso, a Taormina si sono incontrati alcuni parlamentari centristi anti-governativi, tra cui l’ex ministro Maurizio Lupi, al quale incontro ha partecipato Stefano Parisi, il candidato sindaco del centro-destra a Milano, che per quanto sconfitto viene accreditato della leadership della coalizione. Un segnale assai negativo per il governo Renzi, perché anticipa il possibile addio alla maggioranza di almeno una decina di senatore, guidati dall’ex capogruppo di Ncd, Renato Schifani, che potrebbe arrivare formalmente dopo la celebrazione del referendum costituzionale.

Nel frattempo, il premier Matteo Renzi non si arrende all’idea di venire disarcionato dall’appuntamento referendario e sta puntando tutte le sue carte sulla vittoria al voto popolare. Per centrare l’esito positivo, batterà due strade: la riforma dell’Italicum, in modo da togliere agli avversari un’argomentazione importante contro il “sì” alle riforme istituzionali; una manovra finanziaria di stampo elettoralistico, nonostante i conti pubblici siano tutt’altro che a posto.

Crisi governo vicina

E qui viene il bello. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che sinora ha assecondato tutti i desiderata del premier senza alcun riguardo per il bilancio dello stato, adesso avanza i suoi dubbi sull’opportunità di tagliare le tasse e di ampliare la platea dei pensionati a cui erogare anche la quattordicesima mensilità.

Secondo il Tesoro, infatti, a causa del rallentamento della crescita economica, dovuto alla Brexit, al caso Turchia e all’allarme terrorismo, mancherebbero già oggi all’appello 8 miliardi di euro per centrare i target fiscali nel 2017. Mezzo punto di pil, che non renderebbe possibili operazioni espansive sul fronte della spesa pubblica o delle tasse.

 

 

 

Padoan è vicino a D’Alema

Peccato che Padoan si sia svegliato con almeno qualche anno di ritardo, dopo avere avallato tutta la flessibilità possibile e immaginabile. Ma Renzi non è affatto contento di questo suo apparente cambiamento di atteggiamento e si chiede se non sia per caso determinato dalla volontà di aspirare alla successione.

Già, Padoan premier non è un’ipotesi peregrina. Non tutti sanno, ad esempio, che il ministro fu collaboratore dell’allora premier Massimo D’Alema e che al governo nel 2014 ci arrivò in qualità di “dalemiano”. Dalla sua, ha anche un background internazionale, essendo stato capo-economista dell’OCSE e stimato dalle cancellerie europee.

Intesa tra minoranza dem e opposizioni?

Alcuni rumors, tutti da dimostrare, sosterrebbero che tra il ministro e il suo (ex?) mentore politico vi sarebbero stati contatti negli ultimi tempi, tesi a immaginare uno scenario alternativo al renzismo per il dopo-referendum. Che queste voci siano vere o meno, il punto è che adesso Padoan è considerato in pole position per prendere il posto dell’attuale premier. La sua natura non prettamente politica, poi, agevolerebbe non solo la ricomposizione all’interno del PD, ma anche il rapporto con le opposizioni, Forza Italia e Movimento 5 Stelle in testa.

Quali sarebbero i passi, che condurrebbero Padoan da Viale XX Settembre a Palazzo Chigi? Nell’ordine: sconfitta del premier al referendum costituzionale – dimissioni volontarie o indotte del governo – sostegno della minoranza dem a un governo di scopo, finalizzato a riformare l’Italicum, d’intesa con almeno parte delle opposizioni – via libera da parte dei renziani, sempre che fronte regga alla disfatta del loro leader.

 

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Argomenti: Politica