Governo Pd-M5S, il totoministri: ecco le possibili scelte di Giuseppe Conte per il nuovo esecutivo giallorosso

Nelle ultime ore sono diminuite le possibilità di un Di Maio nel ruolo di vice Conte, mentre prende sempre più forza la candidatura di Andrea Orlando o Dario Franceschini.

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Nelle ultime ore sono diminuite le possibilità di un Di Maio nel ruolo di vice Conte, mentre prende sempre più forza la candidatura di Andrea Orlando o Dario Franceschini.

Giuseppe Conte ha accettato con riserva l’incarico conferitogli dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di formare un nuovo governo. Rimangono alcuni nodi da scogliere, su tutti la presenza o meno di Luigi Di Maio non soltanto come vicepremier ma anche nella nuova squadra di ministri che lunedì verrà presentata dal premier in pectore al Capo dello Stato. Nelle ultime ore sono diminuite le possibilità di un Di Maio nel ruolo di vice Conte, mentre prende sempre più forza la candidatura di Andrea Orlando o Dario Franceschini del Partito democratico nel ruolo che Di Maio e Salvini si sdoppiarono all’inizio dell’avventura del governo gialloverde.

Il totoministri aggiornato

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – In sostituzione di Giorgetti (Lega), sembra proprio che il nome del nuovo sottosegretario uscirà fuori dal ballottaggio tra Andrea Orlando (Pd) e Vincenzo Spadafora (M5S).

Ministro dell’Economia – Corsa a tre per uno dei ministeri più pesanti. Qualora non fosse confermato Giovanni Tria, potrebbero sbarcare al MEF uno tra Daniele Franco (ex ragioniere generale di Stato), Lucrezia Reichlin (vice direttore generale della Banca d’Italia) e Roberto Gualtieri (filo Pd). Entrambi rientrano nelle figure cosiddette tecniche.

Ministro dello Sviluppo economico – Il profilo più accreditato per sostituire Di Maio al MISE sembra essere Paola De Micheli, attuale vicesegretaria del Partito democratico.

Ministro del Lavoro – Anche in questo caso un dicastero importante come quello del Lavoro potrebbe finire al Pd. Il nome più gettonato al momento è quello di Tommaso Nannicini, senatore del Partito democratico.

Ministro della Difesa – Alcuni addetti ai lavori vedono Luigi Di Maio prossimo ministro della Difesa, altri invece sono convinti della conferma di Elisabetta Trenta (M5S).

Ministro dell’Interno – Per sostituire Matteo Salvini c’è una rosa di tre nomi forti: Franco Gabrielli (attuale capo della Polizia), Lorenzo Guerini (Pd, dal Copasir) e Mario Morcone (ex prefetto capo al Viminale).

Ministro degli Esteri – Nelle prime ore era stato fatto il nome di Paolo Gentiloni, ma adesso prende corpo la conferma di Enzo Moavero Milanesi con l’attuale presidente del Pd che potrebbe essere il nome che l’Italia deve ancora spendere per la commissione Ue.

Ministro della Giustizia – Verosimilmente dovrebbe restare in carica Alfonso Bonafede (M5S). L’alternativa, non molto forte al momento a dir la verità, è rappresentata dall’onnipresente Andrea Orlando.

Ministro dell’Istruzione – Si fa largo il nome di Lorenzo Fioramonti (M5S), attuale viceministro proprio all’Istruzione.

Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – Il nome maggiormente accreditato per sostituire Danilo Toninelli (quasi certa la sua esclusione dalla nuova squadra di governo) è quello di Stefano Patuanelli (M5S, capogruppo al Senato).

Ministro delle Riforme – Riccardo Fraccaro (M5S), molto vicino a Luigi Di Maio, è in pole per presiedere il ministero delle Riforme (lo stesso in cui in passato ci fu Maria Elena Boschi).

Ministro degli Affari Europei – In ascesa il profilo di Lia Quartapelle (Pd)

Ministro degli Affari Regionali – Oltre che come Ministro dell’Interno, si è fatto il nome di Lorenzo Guerini (Pd) anche per il dicastero degli Affari Regionali.

Ministro della Salute – Dovrebbe essere quasi certa la riconferma di Giulia Grillo (M5S).

Ministro dell’Ambiente – Rossella Muroni (Leu), ex numero uno di Legambiente, potrebbe sostituire Sergio Costa, voluto fortemente dal Movimento 5 Stelle all’inizio dell’esperienza del governo gialloverde.

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