Governo Letta a tempo: Napolitano concede 18 mesi per le riforme

Secondo il Presidente della Repubblica quello attuale non può che essere un esecutivo a termine: prossime elezioni a fine 2014?

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Secondo il Presidente della Repubblica quello attuale non può che essere un esecutivo a termine: prossime elezioni a fine 2014?

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Enrico Letta Giorgio Napolitano dà una scadenza al governo Letta? In questo senso alcuni hanno letto le sue dichiarazioni, fatte ieri alla chiusura della parata del 2 giugno presso i giardini del Quirinale. I tempi delle riforme sono stati prefissati in una mozione approvata dalle Camere lo scorso 29 maggio: “18 mesi sono un termine più che appropriato”, ha confermato con tono di approvazione la massima carica dello Stato. In merito alle riforme ha precisato che non si può pretendere che tutte siano portate a compimento entro il prossimo 2 giugno ma che come scadenza potrebbe porsi appunto il 31 dicembre 2014. Tuttavia da qui ad un anno sarà possibile fare bilanci sull’operato del Governo Letta e capire se il successivo semestre può essere conclusivo di un progetto in essere.

Governo Letta: da consumarsi preferibilmente entro il  31 dicembre 2014

La sua definizione del Governo Letta serve a togliere ogni dubbio circa la sua natura: Napolitano lo considera “eccezionale” (nel senso di necessario per extrema ratio) e “senza dubbio a termine”. Ma non si arriverà a nuove elezioni prima dei prossimi 18 mesi: questo infatti è il termine minimo necessario per portare a compimento delle riforme importanti, a partire dalla riforma della legge elettorale, nodo cruciale dell’esecutivo in carica.  

Riforma legge elettorale: le alternative al Porcellum

Napolitano ha dunque invocato la modifica dell’attuale Legge Porcellum come una priorità in nome della quale i partiti devono scendere a compromesso. E’ necessario quindi evitare che “ognuno sventoli la propria bandiera” come è accaduto finora per uscire da una situazione di sterile stallo. L’indicazione di Napolitano è comunque quella di “salvaguardare il carattere maggioritario della legge attuale“.

L’alternativa al Porcellum quindi non è necessariamente un presidenzialismo puro. Su quest’ultimo punto comunque ha preferito non esprimere commenti per mantenere la sua posizione di neutralità.

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