Governo Lega-5 Stelle, la carta Draghi e il segnale a cui guardare domani in Aula

Il presidente Sergio Mattarella sta per nominare un premier "neutrale" e si vocifera che la figura di Mario Draghi (BCE) non sarebbe esclusa. Ma Lega e Movimento 5 Stelle continuerebbero a trattare sottotraccia per una soluzione politica. Elezioni anticipate non così certe.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il presidente Sergio Mattarella sta per nominare un premier

Stiamo precipitando verso le elezioni super-anticipate? Sì e no. La corda è stata tirata fin troppo dai partiti, ma forse non si sarebbe spezzata del tutto. Così pare, almeno a sentire qualche esponente della Lega, che pur preferendo restare anonimo, vista la fase assai delicata, ha rivelato a Investire Oggi che le trattative per formare un governo politico non si sarebbero concluse, continuando sottotraccia. E già domani si potrebbe arrivare a percepire qualche segnale, quando il Parlamento riunito in seduta comune dovrà eleggere con la maggioranza dei due terzi (632 parlamentari) un componente della Corte Costituzionale e due del Consiglio Superiore della Magistratura. In teoria, i tre giudici potrebbero essere eletti solo con una convergenza tra tutto il centro-destra e il Movimento 5 Stelle, ragione per cui bisognerebbe prestare molta attenzione all’esito delle votazioni.

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Insomma, non si dispera ancora di riuscire a salvare la legislatura, evitando un voto fin troppo anticipato. Resta la sensazione che il presidente Sergio Mattarella avrebbe anche potuto concedere a Matteo Salvini un pre-incarico con il quale tentare la formazione di un governo, ipotesi arenatasi proprio per l’opposizione del Quirinale a un simile scenario, in assenza di segnali di apertura ufficiali da parte del PD o dell’M5S.

C’è di più. Sempre dalla Lega filtra l’indiscrezione, secondo la quale Mattarella starebbe prendendo in considerazione persino una carta assai forte: Mario Draghi. Il governatore della BCE è stato tirato in ballo più volte negli ultimi tempi per guidare un governo di larghe intese a Roma, ma i risultati delle ultime elezioni, che hanno assegnato la netta maggioranza assoluta a formazioni “populiste” ed euro-scettiche, hanno apparentemente reso lo scenario assai improbabile, visto che sarebbe impossibile immaginare che il governatore lasci la carica con un anno e mezzo di anticipo per presiedere un esecutivo dalla navigazione a vista e, date le attuali condizioni, senza alcuna maggioranza. Ma il solo fatto che il nome circoli negli ambienti del Carroccio capterebbe o paure tra i deputati e i senatori salviniani, oppure ipotesi corroborate da qualche indiscrezione evidentemente non pubblica. Poche ore e vedremo.

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Argomenti: Politica, Politica italiana

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