Governo Lega-5 Stelle, la carta Draghi e il segnale a cui guardare domani in Aula

Il presidente Sergio Mattarella sta per nominare un premier "neutrale" e si vocifera che la figura di Mario Draghi (BCE) non sarebbe esclusa. Ma Lega e Movimento 5 Stelle continuerebbero a trattare sottotraccia per una soluzione politica. Elezioni anticipate non così certe.

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Il presidente Sergio Mattarella sta per nominare un premier

Stiamo precipitando verso le elezioni super-anticipate? Sì e no. La corda è stata tirata fin troppo dai partiti, ma forse non si sarebbe spezzata del tutto. Così pare, almeno a sentire qualche esponente della Lega, che pur preferendo restare anonimo, vista la fase assai delicata, ha rivelato a Investire Oggi che le trattative per formare un governo politico non si sarebbero concluse, continuando sottotraccia. E già domani si potrebbe arrivare a percepire qualche segnale, quando il Parlamento riunito in seduta comune dovrà eleggere con la maggioranza dei due terzi (632 parlamentari) un componente della Corte Costituzionale e due del Consiglio Superiore della Magistratura. In teoria, i tre giudici potrebbero essere eletti solo con una convergenza tra tutto il centro-destra e il Movimento 5 Stelle, ragione per cui bisognerebbe prestare molta attenzione all’esito delle votazioni.

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Insomma, non si dispera ancora di riuscire a salvare la legislatura, evitando un voto fin troppo anticipato. Resta la sensazione che il presidente Sergio Mattarella avrebbe anche potuto concedere a Matteo Salvini un pre-incarico con il quale tentare la formazione di un governo, ipotesi arenatasi proprio per l’opposizione del Quirinale a un simile scenario, in assenza di segnali di apertura ufficiali da parte del PD o dell’M5S.

C’è di più. Sempre dalla Lega filtra l’indiscrezione, secondo la quale Mattarella starebbe prendendo in considerazione persino una carta assai forte: Mario Draghi. Il governatore della BCE è stato tirato in ballo più volte negli ultimi tempi per guidare un governo di larghe intese a Roma, ma i risultati delle ultime elezioni, che hanno assegnato la netta maggioranza assoluta a formazioni “populiste” ed euro-scettiche, hanno apparentemente reso lo scenario assai improbabile, visto che sarebbe impossibile immaginare che il governatore lasci la carica con un anno e mezzo di anticipo per presiedere un esecutivo dalla navigazione a vista e, date le attuali condizioni, senza alcuna maggioranza. Ma il solo fatto che il nome circoli negli ambienti del Carroccio capterebbe o paure tra i deputati e i senatori salviniani, oppure ipotesi corroborate da qualche indiscrezione evidentemente non pubblica. Poche ore e vedremo.

giusep[email protected]

 

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