Governo Grillo-Salvini? Ecco lo scenario dopo le elezioni che fregherà tutti

Matteo Salvini e Beppe Grillo saranno i prossimi due azionisti di maggioranza del governo uscito dalle urne. Ecco come destra e sinistra saranno cacciati all'opposizione.

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Matteo Salvini e Beppe Grillo saranno i prossimi due azionisti di maggioranza del governo uscito dalle urne. Ecco come destra e sinistra saranno cacciati all'opposizione.

Il governo Renzi è morto, ma non sappiamo cosa e chi gli succederà. Il presidente Sergio Mattarella non esclude nemmeno un reincarico al premier uscente, che lungi dall’essergli un favore, quest’ultimo teme che possa tradursi in un lento e tragico logoramento politico della sua persona. Vi immaginate cosa significherebbe per Matteo Renzi dover tradire la parola data agli italiani di dimettersi, costretto dal Quirinale, in assenza di alternative realistiche, a guidare un nuovo esecutivo, fosse anche per qualche altro mese?

Per questo, egli punta le sue carte su una proposta volutamente inaccettabile dagli altri partiti in Parlamento: il governo istituzionale, ovvero di tutti. Nessuno, dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia, passando per la Lega Nord, avrebbe intenzione di imbarcarsi in un’avventura passeggera, che avrebbe come unico obiettivo di far rifiatare il PD e di tenere a bada l’opinione pubblica contro Renzi. (Leggi anche: Renzi rottamato, PD al test dell’unità)

Governo tecnico o politico a marchio PD

Ecco, allora, che le prospettive più probabili appaiono un governo tecnico, ma camuffato da qualche altra espressione, a guida Pier Carlo Padoan o Piero Grasso, oppure uno prettamente politico, sempre a guida PD, magari nelle mani di Dario Franceschini. (Leggi anche: Governo tecnico dopo Renzi?)

L’obiettivo di PD e centro-destra sembra essere la riscrittura immediata della legge elettorale e dopo le elezioni anticipate. Siamo sicuri che sarà così, ovvero che un Franceschini prenderebbe le redini dell’esecutivo per qualche mese, lasciando che subito dopo sia ancora Renzi a correre per la premiership del suo partito?

 

 

 

 

In ogni caso, l’intenzione del centro-destra e dei democratici è chiara: modificare l’Italicum, impedendo al Movimento 5 Stelle di vincere le prossime elezioni, quando queste si terranno.

Il ragionamento di leader come Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è il seguente: i grillini potranno anche arrivare primi, ma senza ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. In quel caso, esisterebbe in Parlamento una maggioranza alternativa, in grado di disinnescare il pericolo di un uomo di Beppe Grillo a Palazzo Chigi.

Ma destra e sinistra non stanno facendo i conti con l’oste. Oggi come oggi, che ne possano dire i sondaggi, l’M5S sarebbe saldamente primo partito in Italia e dopo il referendum di domenica scorsa, potete starne certi, le sue quotazioni sono persino cresciute. Vero, con una nuova legge elettorale, d’impronta proporzionale o maggioritaria che fosse, non avrebbero la metà più uno dei seggi in Parlamento, ma non per questo non arriveranno al governo. (Leggi anche: Salvini guarda a Grillo, non alla Meloni)

Salvini pronti a sostenere Grillo

Come? I voti che mancherebbero agli uomini di Grillo per poter governare glieli fornirà la Lega Nord, che nel peggiore dei casi, alle prossime elezioni otterrà il 10%. Considerando che il primo arrivato dovrebbe godere di un premio di maggioranza pur minimo, i voti di Matteo Salvini, sommati a quelli dell’M5S, arriverebbero a oltre il 50%, in termini di seggi. (Leggi anche: Centro-destra in fiamme, Salvini si auto-candida a leader)

Tra i due leader “populisti” esisterebbe già un accordo sotterraneo per gestire un simile scenario. Anzi, dopo la vittoria al referendum, Grillo si è fatta sfuggire una frase clamorosa, quando ha dichiarato che sarebbe pronto persino ad allearsi con Forza Italia per cacciare il PD all’opposizione. Quest’ultima ipotesi sarebbe estremamente improbabile, perché porterebbe alla rivolta di gran parte dei gruppi parlamentari pentastellati, ma l’alleanza con i leghisti è cosa quasi assodata.

 

 

 

Prossimo governo sarà grillino?

Lo stesso Salvini non ha negato questa eventualità, limitandosi a dichiarare di non crederci ed evidenziando come il suo programma sia profondamente diverso da quello dei 5 Stelle sull’immigrazione.

Bazzecole. Il leader del Carroccio sa che non otterrà alcuna investitura per guidare il centro-destra e punta ormai a sparigliare le carte, poco interessato a legarsi mani e piedi con alleati, come Berlusconi, che non gli porteranno grandi soddisfazioni personali.

E allora, si voti quando e come si vuole, ma il prossimo governo uscito dalle urne è molto probabile che a guidarlo sarà un grillino. Incubo o salvezza, lo sapremo solo vivendo, ma chi ancora oggi si ostina a ragionare in termini di centro-destra e PD, sta ignorando la nuova frontiera della Realpolitik: populisti contro establishment. E’ questa la formula del successo in paesi molto diversi da loro, che vanno dalla piccola Grecia di Alexis Tsipras (che governa con la destra anti-austerity) alla grande America di Donald Trump.

 

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