Il governo Gentiloni rischia di spaccarsi su emergenza migranti e ruolo delle ONG – scenari

Il governo Gentiloni a rischio a causa del 'pugno di ferro' voluto dal ministro Minniti per quanto concerne l'emergenza migranti e il ruolo delle ONG.

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Il governo Gentiloni a rischio a causa del 'pugno di ferro' voluto dal ministro Minniti per quanto concerne l'emergenza migranti e il ruolo delle ONG.

A rischio la tenuta del governo intorno alla questione del codice Minniti che regolamenta l’operato delle ONG per quanto concerne l’emergenza migranti. L’ultimo intervento, in ordine di tempo, arriva dal ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio, che, in un ultimo disperato impeto di ‘sinistra’, cerca in maniera a dire il vero un po’ goffa di difendere sia il regolamento voluto da Minniti sia la necessità di difendere vite umane. Un esponente del PD, soltanto alcuni giorni fa, aveva dichiarato, in maniera davvero poco ‘gradevole’ nei modi, che in questo momento non possiamo permetterci dal punto di vista economico di ‘salvare vite umane’. Un altro esponente PD aveva, invece, sottolineato l’intenzione di aumentare le tasse comunali a chi ospitasse migranti.

Insomma, è sulla questione ‘migranti’ che rischia non solo di deflagrare il governo, ma l’intera sinistra italiana.

Per una corretta informazione – Le (neanche troppo velate) ‘minacce’ di Minniti alle ONG: cosa prevede il codice e la rivolta di MSF – scenari emergenza migranti.

I malumori nel governo sul codice Minniti per emergenza migranti e ONG

I malumori nel governo Gentiloni non sarebbero pochi. Le accuse di razzismo e fascismo stanno piovendo sul ministro Minniti, che, paradossalmente, è cresciuto nelle file del Partito Comunista e adesso si trova a fare i conti con il suo stesso provvedimento, che introduce quello che è stato definito ‘reato di solidarietà’ o ‘reato di altruismo’. Il ministro Minniti ha fatto sapere di non gradire quanto dichiarato da altri esponenti del suo partito e del suo governo, chiedendo che si faccia quadrato intorno a sé (questo sì da Partito Comunista!) e così ha incassato immediatamente la fiducia sia del Quirinale che di Palazzo Chigi.

Interessante, poi, notare l’imbarazzo del ministro Orlando, ieri su La7 durante il programma InOnda, laddove difendeva il decreto Minniti, con tanti ‘ma’ e ‘però’ che contraddicevano la sua stessa difesa. Lo stesso dicasi per l’intervista a Graziano Del Rio di oggi su laRepubblica, dove il ministro sottolinea la necessità che le norme Minniti siano comunque ‘secondarie’ al diritto internazionale che impone che la nave più vicina effettui il salvataggio.

Un’inchiesta – Quanto ci costerà questa ‘fake news’ (o ‘fake reality’) su migranti e razzismo?

La posta in gioco politica

La cosa che dovrebbe far venire i brividi è che il decreto Minniti è figlio di una precisa strategia politica di Matteo Renzi: strappare voti all’estrema destra salviniana e neofascista. Un gioco politico, dunque, la cui posta in gioco, però, è molto alta. Mentre noi si sta qui a discutere sulle regole che dovrebbero seguire le ONG, un ritardo in un salvataggio può significare la morte per centinaia di persone; o un respingimento può significare la reclusione per centinaia di donne, bambini e uomini nei lager libici. È davvero questo ciò che siamo diventati? E soprattutto: è questo che è diventata la sinistra che, storicamente, ha sempre portato la bandiera degli umili e degli oppressi? Matteo Renzi e la sua folle rincorsa all’altro Matteo nazionale costerà centinaia, forse migliaia, di vite umane.

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