Governo Gentiloni minacciato da Renzi, ecco come l’ex premier vuol farlo cadere

Matteo Renzi cerca di fregare il governo Gentiloni e studia le mosse per mandarlo a casa il primo possibile. Una è sulle banche.

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Matteo Renzi cerca di fregare il governo Gentiloni e studia le mosse per mandarlo a casa il primo possibile. Una è sulle banche.

Matteo Renzi non sta sereno. Dopo che il presidente Sergio Mattarella ha chiarito senza tentennamenti al discorso di fine anno, che lo scioglimento del Parlamento e le elezioni anticipate non sono un tabù, ma verranno certamente dopo che sarà stata varata una legge elettorale nuova e uguale per entrambe le Camere, l’ex premier teme di essere caduto in un tranello, ovvero di avere avallato il governo Gentiloni per poche settimane, tutt’al più per pochissimi mesi, salvo rischiare di ritrovarselo fino alla fine della legislatura.

Per questo, i ben addentrati spiegano che i renziani starebbero studiano un piano d’uscita dall’angolo in cui sembrano essere stati cacciati, da tirare fuori qualora il premier non volesse dimettersi subito dopo l’approvazione della legge elettorale. (Leggi anche: Mattarella ha fatto andare di traverso il panettone a Renzi)

Le mosse di Renzi

L’ipotesi più ardita, ma anche la meno realistica, sarebbe la sfiducia bell’e buona. Ma vi immaginate il PD che manda a casa il suo stesso governo? Si presenterebbe alle urne con la credibilità con cui un obeso rassicurasse di non cadere in tentazione, dinnanzi a un vassoio di dolci.

Si parla, quindi, di una possibile richiesta di dimissioni, che se condivisa, spingerebbe Paolo Gentiloni a presentarsi dimissionario al Colle. Questo scenario è molto più verosimile del precedente, ma si tradurrebbe in uno sgarbo istituzionale a Mattarella, che potrebbe rispedire il premier alle Camere, fregando così il PD, che sarebbe o costretto a sfiduciarlo o a ingoiare il rospo amaro di una prosecuzione della legislatura. (Leggi anche: Baratto tra banche e Mediaset, così Gentiloni arriva fino a fine legislatura)

 

 

 

 

Gentiloni rischia al Senato sulle banche

Ma Renzi non ci sta a fare il buono in disparte. Non ha lo stile di chi, avendo perso e pure male al referendum-plebiscito proclamato sulla sua persona, dovrebbe quanto meno osservare qualche mese di silenzio. Il segretario del PD sa, infatti, che una volta tornato nell’ombra, per lui le porte di Palazzo Chigi potrebbero chiudersi per sempre.

E cosa di meglio, se non la ricerca di un “incidente” in Parlamento? Il governo Gentiloni aveva presentato il decreto “salva risparmio” alla Camera, ma dopo qualche giorno lo ha ritirato, presentandolo al Senato, lì dove i numeri dell maggioranza sono più risicati e un pezzo dei centristi di Denis Verdini, tra cui l’ex ministro Enrico Zanetta, hanno annunciato ferro e fuoco contro il provvedimento. (Leggi anche: Governo Renziloni una provocazione? Le chiavi del voto le ha Berlusconi)

Verso il sostegno palese di Forza Italia

Perché rischiare, per giunta su un tema così delicato, di andare sotto? Due le ipotesi più attendibili e nessuna esclude l’altra: Gentiloni, su spinta di Renzi, vorrebbe che Forza Italia traducesse pubblicamente le parole in fatti e sostenesse alla luce del sole il decreto sulle banche, in modo che la paternità del testo sia condivisa da uno dei partiti dell’opposizione.

L’altra ipotesi, molto più maliziosa, sarebbe la seguente: Renzi, che scalpita per andare al voto anticipato subito, cerca l’incidente. Spera che il Senato bocci il decreto (ma sì, chi se ne frega delle banche!) o che questo passi con i voti determinanti degli uomini di Silvio Berlusconi, in modo da poter dire a Mattarella e allo stesso PD, che non esistono le condizioni per proseguire con questa legislatura e che le Camere devono sciogliersi il giorno stesso dell’approvazione della nuova legge elettorale. (Leggi anche: Riforma legge elettorale, alla fine si voterà con un Italicum corretto)

 

 

 

 

Renzi vuole il voto subito

Male che gli vada – questo il ragionamento dell’ex premier machiavellico – potrà gridare agli italiani che questo governo si regge anche con i voti di Berlusconi, il quale sarebbe così catapultato nelle vicissitudini della maggioranza. Renzi ha già dimostrato di essere un personaggio vendicativo, di anteporre a qualsivoglia interesse pubblico o politico che sia le proprie ambizioni. E anche stavolta confermerà la sua natura.

 

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