Governo Gentiloni fino all’autunno prossimo: Italia sarà ostaggio delle faide PD

Il governo Gentiloni potrebbe durare fino all'autunno prossimo, mentre l'Italia dovrà sorbirsi mesi di patemi interni al PD, oltre che un insignificante centro-destra allo sbaraglio e un Movimento 5 Stelle in modalità urlante.

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di Giuseppe Timpone, publicato il
Il governo Gentiloni potrebbe durare fino all'autunno prossimo, mentre l'Italia dovrà sorbirsi mesi di patemi interni al PD, oltre che un insignificante centro-destra allo sbaraglio e un Movimento 5 Stelle in modalità urlante.

Paolo Gentiloni ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo governo, che a mezzogiorno di ieri gli è stato affidato dal presidente Sergio Mattarella. Dovrà adesso avviare formali consultazioni con i vari partiti, ma è certo che avrà i numeri in entrambi i rami del Parlamento per una maggioranza. Con lui ci sono PD e NCD. Sui nomi della nuova compagine governativa si sa che ci sarebbero molte riconferme, testimonianza del fatto che Matteo Renzi non abbia realmente lasciato Palazzo Chigi.

La domanda adesso è un’altra: quanto durerà il governo Gentiloni? In teoria, l’ex premier vorrebbe il meno possibile, giusto il tempo di approvare la legge elettorale, magari consentendo il voto ad aprile. In realtà, i tempi si annunciano più lunghi. In primis, perché al G7 di Taormina ci dovrà essere un premier nel pieno dei poteri, cosa che molto difficilmente sarebbe possibile con elezioni in aprile.

Elezioni tra poco meno di un anno

Secondariamente, perché nessun partito, Movimento 5 Stelle a parte, oggi sarebbe davvero pronto a confrontarsi con il responso delle urne. Terzo, perché solo dal 15 settembre in poi, circa 600 parlamentari maturano il diritto a una pensione da 1.000 euro al mese, particolare “tecnico” non insignificante. Quarto, perché nessun governo nasce con l’intenzione di arrivare a scadenza in breve, come fosse una busta di latte fresco.

Le elezioni sono molto probabili tra ottobre e novembre dell’anno prossimo, cioè a pochi mesi dalla scadenza naturale della legislatura; una tempistica più che accettabile anche per Mattarella, molto recalcitrante nel mandare l’Italia alle urne con un anno di anticipo.

 

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