Governo Cottarelli: i tarli su pensioni, Iva e tasse

Pensioni, Iva e tasse: un punto sul Governo Cottarelli appena nato.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Pensioni, Iva e tasse: un punto sul Governo Cottarelli appena nato.

In Italia si è passati dall’euforia generale dell’abolizione della riforma Fornero all’incarico di formare un nuovo governo assegnato a Carlo Cottarelli, mr Spending Review. Per i milioni di lavoratori che avevano dato il loro voto a Movimento 5 Stelle e Lega Nord è stato come passare dalla padella alla brace, prendendo come riferimento l’esperienza Pd di questi ultimi anni, tra Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Sperare in un superamento della legge Fornero, oggi, è un esercizio di pura fantasia, così come pensare che Cottarelli possa in qualche modo sperare di portare avanti la baracca fino alla fine dell’anno.

Pensioni

Sul fronte pensioni non succederà assolutamente nulla. La posizione in merito all’eventuale cancellazione/superamento della legge Fornero di Carlo Cottarelli è nota da almeno due mesi, quando a InBlu Radio – per commentare la vittoria di M5S e Lega – disse di essere preoccupato per i conti pubblici italiani e che la promessa di eliminare la riforma previdenziale varata sotto il governo Monti avrebbe fatto aumentare inevitabilmente quest’ultimi. Il tabellone della partita contro la riforma pensioni indica la scritta Game Over. L’inizio della prossima partita sarà fissato, con ogni probabilità, tra settembre e ottobre, quando l’Italia potrebbe tornare di nuovo al voto.

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Iva e tasse

Posto che l’esecutivo di Carlo Cottarelli ha bassissime percentuali di ottenere la fiducia dalle due Camere del Parlamento italiano, situazione che porterà alle dimissioni immediate del governo, i prossimi mesi – da qui al ritorno alle urne – non ci sarà modo di preparare la manovra finanziaria per il 2019, fondamentale per trovare quei 12 miliardi di euro necessari per scongiurare l’aumento dell’Iva, fino ad oggi sempre evitato dai precedenti governi. Nel caso più nefasto, l’Iva ordinaria salirebbe al 24,2 per cento, quella ridotta dal 10 all’11,5 per cento. Cottarelli ha un’idea chiara anche su flat tax e reddito di cittadinanza, i due simboli delle campagne elettorali di Lega e M5S. Anche quest’ultime vengono bocciate senza appello, con la prima che creerebbe soltanto deficit mentre il secondo provvedimento non avrebbe le coperture necessarie.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana