Google e Mastercard, l’alleanza segreta (per cui non bisogna scandalizzarsi più di tanto)

Google ha potuto affinare il proprio strumento di monitoraggio a favore dei propri inserzionisti.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Google ha potuto affinare il proprio strumento di monitoraggio a favore dei propri inserzionisti.

Bloomberg ha rivelato l’esistenza di un patto segreto tra Google e Mastercard, citando fonti interne sia dell’una che dell’altra azienda coinvolte nel presunto caso. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’alleanza taciuta tra il colosso di Mountain View e il celebre marchio delle carte di credito ha avuto come obiettivo il tracciamento da parte di Google degli acquisti effettuati dai clienti Mastercard offline, vale a dire non su Internet, senza quindi utilizzare il motore di ricerca. Scandalo, indignazione? Mica tanto, visto che l’indagine di Google ha avuto il merito di scoprire nient’altro che l’acqua calda.

Google è questo

In molti ritengono che Google sia gratuito e permetta di utilizzare i propri strumenti liberamente, senza chiedere nulla in cambio. Sulla carta le cose stanno proprio così. Google Maps è a pagamento? No. Chiedere una domanda al motore di ricerca ha un costo? No. E si potrebbe continuare all’infinito, visto che sono numerosi i servizi proposti da Google. Se è vero che la quasi totalità dei servizi di Google possono essere utilizzati gratuitamente, è altrettanto vero che siamo noi stessi ad accettare che l’azienda con sede a Mountain View conosca praticamente tutto di noi. Dalla posizione in cui ci troviamo in questo preciso momento alle nostre abitudini, indipendentemente dal giorno della settimana. In gergo si chiamano dati, a livello commerciale si può parlare di montagna d’oro.

Facebook e Cambridge Analytica, tutta un’altra storia

Attraverso la presunta partnership stretta con Mastercard, Google ha potuto affinare il proprio strumento di monitoraggio a favore dei propri inserzionisti. Maggiore è l’accuratezza dell’advertising, superiore sarà il valore delle inserzioni. A guadagnarci, in tutto questo, è sempre Google (ovviamente). Bloomberg sottolinea come questo patto sia stato tenuto nascosto agli utenti. Ciò poteva essere una seria discriminante se ci fosse stato un utilizzo illecito (intrusione nei dati personali dei clienti Mastercard ecc.). Nulla di tutto questo però è avvenuto. A Google, semplicemente, non serve. Le uniche informazioni di cui il colosso di Mountain View ha beneficiato sono stati i volumi di vendita e il prezzo medio dell’acquisto. Elementare, Watson.

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Economia USA, Inchieste alimentari e scandali economici