Golpe Turchia: fasullo o meno, Erdogan si prepara a colpire l’Europa

Il fallito golpe in Turchia apre scenari inquietanti per l'Europa. Il presidente Erdogan sta già creandosi il suo Califfato in funzione anti-UE e anti-USA.

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Il fallito golpe in Turchia apre scenari inquietanti per l'Europa. Il presidente Erdogan sta già creandosi il suo Califfato in funzione anti-UE e anti-USA.

Crescono i dubbi sulla veridicità del golpe in Turchia di venerdì notte, durato appena 4 ore, ma che sta avendo ripercussioni geo-politiche dirompenti. 6.000 militari sono già stati arrestati, ma il loro numero potrebbe raddoppiare, stando al governo di Ankara, così come 2.745 giudici sono stati sollevati dall’incarico e messi in manette. E’ già iniziata l’epurazione di massa del presidente Erdogan, che non a caso nella drammatica notte tra venerdì e sabato, quando il putsch era in corso, aveva definito l’evento “una benedizione di Allah”.

Già, perché in un colpo solo, Erdogan ha avuto modo di capire con precisione chi lo avesse tradito e sta potendo adesso sbarazzarsi di qualsiasi opposizione presente nei corpi dello stato, sull’onda della furia popolare contro i golpisti, che si sono resi, peraltro, responsabili dell’uccisione di decine di civili. Contro i traditori, il presidente ha invocato la pena di morte, ufficialmente sospesa nel 2004 per avviare le procedure di adesione alla UE, ma che nei fatti potrebbe essere ugualmente comminata contro i principali responsabili del fallito golpe, a dimostrazione anche di come Ankara non si ponga più l’obiettivo di avvicinarsi alle istituzioni europee.

Rapporti UE-Turchia saranno gelidi

I fatti dello scorso fine settimana stravolgono lo scenario internazionale, perché se all’interno le epurazioni consentiranno a Erdogan di rafforzare il suo potere, il tentativo di colpo di stato gli avrebbe anche consentito di testare la reazione degli alleati della NATO, che come sappiamo è stata abbastanza “neutra” e fredda nelle ore in cui erano in corso gli eventi.

Non sapremo forse mai se davvero Erdogan si è messo in volo in Europa, chiedendo prima di atterrare in Germania, vedendosi rifiutare da Berlino tale diritto, spostandosi successivamente in direzione Londra.

Se realmente le cose fossero andate così, inutile dire che i rapporti tra la UE e la Turchia saranno ridotti ai minimi termini nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

 

 

 

Turchia verso una Repubblica islamica

Le tensioni sono già alte con gli USA, accusati da Ankara di essere corresponsabili del tentato golpe, ospitando il suo arci-nemico Fethullah Gulen, predicatore e miliardario, considerato a capo della “struttura parallela” fautrice del colpo di stato. Washington respinge le accuse, ma intanto la base NATO di Incirlik è stata chiusa dalle truppe turche, impedendo agli americani di decollare dalla Turchia per colpire l’ISIS con raid aerei.

Dietro a quanto accaduto potrebbe nascondersi, quindi, la strategia di Erdogan di consolidare il potere interno, concentrandolo tutto nelle mani della presidenza, a discapito del Parlamento, costringendolo o ad approvare una riforma costituzionale da lui voluta. Poiché è necessaria la maggioranza dei due terzi dei seggi, serve che le opposizioni collaborino, cosa che ad oggi appariva impensabile. Adesso, però, il rischio è che la loro unica alternativa sia il voto anticipato, che le indebolirebbe ulteriormente, visto che sull’onda emotiva del golpe, l’Akp di Erdogan stravincerebbe a mani basse.

Profughi saranno usati come ritorsione

Sul piano internazionale, Ankara si sentirebbe adesso autorizzata a sganciarsi dalla NATO e a rivolgersi contro UE e USA. La strategia è molto pericolosa per l’Europa, perché la prima conseguenza di questo raffreddamento dei rapporti potrebbe essere l’invio di almeno parte dei 3 milioni di profughi siriani ammassati alle frontiere con la Turchia verso il Vecchio Continente, attraverso la Grecia, paese in cui sono atterrati 8 militari golpisti per chiedere asilo politico.

E non possiamo nemmeno escludere un riavvicinamento tra Turchia e ISIS, che vanificherebbe parte delle importanti vittorie ottenute dall’Occidente e dalla Russia nella lotta al terrorismo islamista sul campo. Insomma, per essere chiari, Erdogan ha il coltello dalla parte del manico e state certi che lo utilizzerà per rigirarlo nelle nostre ferite e farci più che male che potrà.

 

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