Goldman Sachs frena l’ottimismo: crescita in Italia bassissima, la Spagna ci batte 4 a 1?

Goldman Sachs stima una crescita di appena lo 0,4% per l'Italia quest'anno, meno dell'1% l'anno prossimo. E la Spagna ci batte decisamente.

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Goldman Sachs stima una crescita di appena lo 0,4% per l'Italia quest'anno, meno dell'1% l'anno prossimo. E la Spagna ci batte decisamente.

Spegne gli entusiasmi la banca d’affari americana Goldman Sachs, che stima per l’Italia una crescita di appena lo 0,4% per quest’anno e dello 0,9% per il 2016, al di sotto del +0,7% e +1,3% rispettivamente previste per il biennio dal governo Renzi. Meglio, sempre secondo gli americani, dovrebbe andare per l’Eurozona, che quest’anno vedrebbe crescere il pil dell’1,5% e l’anno prossimo dell’1,7%, con la Germania a fare ancora una volta meglio della media con una crescita dell’1,7%, la Spagna andrebbe ancora meglio con un +2,2%, mentre la Francia si fermerebbe a un più contenuto +1,1%.   APPROFONDISCI – Italia a crescita zero a fine 2014 e il debito pubblico sale di 66,2 miliardi in un anno  

Le altre previsioni

Le previsioni di Goldman Sachs sono inferiori anche a quelle di Confindustria, che stima un aumento del pil dello 0,5% quest’anno e dell’1,1% nel 2016. L’OCSE stima per il nostro paese una ripresa ancora maggiore, pari al +0,6% quest’anno e all’1,3% l’anno prossimo, quasi in linea con le stime dell’esecutivo. Il Fondo Monetario Internazionale ha nei giorni scorsi alzato le stime a un +0,5% e +1,1% per il biennio in corso. E stamane, l’istituto economico Prometeia ha confermato la sua stima di crescita del +0,7% per il 2015, ma ha tagliato quella relativa al primo trimestre, quando il pil dovrebbe risalire di appena lo 0,1%. Meglio andrebbero le cose l’anno prossimo, quando l’economia dovrebbe espandersi dell’1,6%, per decelerare al +1,4% nel 2017.   APPROFONDISCI – Pil Italia, recessione addio per Confindustria: +0,2% nel primo trimestre  

Rischio mancata ripresa occupazione

Le stime della banca americana appaiono, quindi, le più avide tra quelle sopra menzionate, ma segnalano, in ogni caso, una debolezza della ripresa che si evince un pò in tutte le previsioni.

L’Italia crescerà quest’anno intorno a meno della metà o forse anche a un terzo di quanto non farà il resto dell’Eurozona. Il confronto con l’economia spagnola appare imbarazzante: Madrid batterà Roma con un rapporto probabilmente di 4 a 1, considerando che in media la crescita spagnola è attesa intorno al 2% e quella italiana di mezzo punto. Ieri, i dati sull’occupazione nel mese di marzo, snocciolati in via preliminare dal ministero del Lavoro, mostravano una ripresa apparente del mercato del lavoro in Italia, con un saldo attivo di 92 mila contratti, più dei 61 mila dello stesso mese dell’anno precedente. In più, segnalano un ricorso crescente alla tipologia del contratto a tempo indeterminato, favorito dal Jobs Act e dai relativi sgravi contributivi. Tuttavia, in attesa delle cifre ufficiali dell’Istat, resta la debolezza di fondo di un’economia che avrebbe semmai smesso solo di scivolare ancora dopo 3 anni e mezzo di recessione, che non farebbe intravedere grossi miglioramenti sul fronte dell’occupazione, quanto più una trasformazione dei contratti atipici in stabili, il ché non è neanche poco, ma certo non la soluzione dei problemi.   APPROFONDISCI – Jobs Act, a marzo i primi effetti sull’occupazione? Vediamo i dati preliminari  

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