Glifosato al bando in Italia? Di Maio cita una recente sentenza americana

Luigi Di Maio pronto per la battaglia contro il glifosato anche in Italia.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Luigi Di Maio pronto per la battaglia contro il glifosato anche in Italia.

Negli Stati Uniti, la multinazionale Monsanto, specializzata in biotecnologie agrarie, è stata ritenuta colpevole della grave malattia che ha colpito un giardiniere di 46 anni. L’uomo, rimasto a lungo sotto l’esposizione del prodotto Roundup, erbicida a base di glifosato, dovrà ora ricevere dalla Monsanto un indennizzo record pari a 289 milioni di dollari. Da anni, in Italia il glifosato è sotto la lente d’ingrandimento. Se n’è chiesto a più riprese il bando, ma l’ultima parola spetta all’Unione Europea. La stessa Ue si è espressa a fine 2017, quando il Parlamento ha votato per la proroga di altri 5 anni dell’utilizzo di glifosato nei Paesi appartenenti all’Unione. Incluso il nostro.

Luigi Di Maio paladino della battaglia contro il glifosato

“Dobbiamo combattere l’invasione sul nostro mercato di questa sostanza, una minaccia che si concretizza con mostruosi accordi commerciali scritti solo in nome del profitto. La salute – prosegue il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico – e il principio di precauzione sono il faro della nostra azione di Governo. Basta ad accordi commerciali che mettono a repentaglio la salute dei cittadini”. Nel suo post pubblicato sui social network, il capo politico del Movimento 5 Stelle ha inoltre menzionato il giudizio espresso dallo IARC (l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) in merito al glifosato, ritenuto “probabile cancerogeno”.

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La commissione speciale Ue

A febbraio 2018, l’Unione Europea ha deciso di avviare una commissione speciale per studiare i reali effetti che il glifosato ha sull’ambiente e sulle persone. Nella commissione voluta dall’Ue fanno parte anche tre eurodeputati di nazionalità italiana: Piernicola Pedicini, Simona Bonafè ed Herbert Dorfmann. Insieme agli altri colleghi, i tre lavoreranno per un tempo complessivo di nove mesi. A novembre, infatti, è attesa la relazione finale, la quale però non avrà alcun potere vincolante sulla commissione. Nei fatti, i risultati dell’indagine serviranno unicamente come raccomandazione circa l’uso del glifosato in futuro.

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Argomenti: Politica, Politica italiana

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