Gli Stati Uniti continuano a crescere, il protezionismo resta il rischio maggiore

State Street: mercati divergenti richiedono stock picker competenti, USA ancora in crescita e rischi soprattutto dal protezionismo

di Mirco Galbusera, pubblicato il
State Street: mercati divergenti richiedono stock picker competenti, USA ancora in crescita e rischi soprattutto dal protezionismo

Mentre ci dirigiamo verso la seconda metà dell’anno, molte delle principali view che abbiamo espresso lo scorso dicembre restano intatte“, ha dichiarato Rick Lacaille, Global Chief Investment Officer di State Street Global Advisors. “Una crescita solida e un’inflazione contenuta dovrebbero continuare a sostenere gli asset di rischio, anche se ora preferiamo le azioni statunitensi, dato che l’Europa e il Giappone faticano a eguagliare i buoni risultati dello scorso anno. Continuiamo a trovare interessanti opportunità nei mercati emergenti, sia nel comparto azionario che nel debito in valuta locale, sebbene gli investitori debbano scegliere con attenzione le aree nelle quali investire, poiché la forza del dollaro, i prezzi del petrolio più elevati e i rischi geopolitici si differenziano tra le varie asset class. Stiamo anche adottando un approccio selettivo al reddito fisso, cercando opportunità in nomi di qualità che si trovano più in alto nello spettro del credito“.

L’azionariato US continua a crescere

In seguito ai risultati record riportati nel primo trimestre, quando le società dell’S&P 500 erano sulla buona strada per registrare un aumento degli utili di quasi il 25% rispetto allo scorso anno, all’inizio di maggio gli investitori hanno premiato le aziende, in quanto l’azionario statunitense ha recuperato le perdite da inizio anno. La riforma fiscale degli Stati Uniti sta attirando ingenti investimenti in termini di capitale, in quanto i risultati delle aziende di fine aprile hanno evidenziato robusti incrementi della spesa in conto capitale del 39%, ovvero il tasso di crescita più rapido riportato negli ultimi sette anni.

Lori Heinel, deputy global chief investment officer di State Street Global Advisors, ha commentato: “Nonostante i timori legati al surriscaldamento dell’economia statunitense, per via dei significativi stimoli fiscali in un momento in cui la disoccupazione è ai minimi degli ultimi 17 anni, la Federal Reserve sembra pronta a lasciare che lo stimolo faccia il proprio corso, aumentando gradualmente i tassi, anche se l’economia superasse per un certo periodo il suo target di inflazione pari al 2%“.

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Argomenti: Economia USA