Gli italiani fanno meno telefonate. In crisi anche i consumi del comparto tlc

Nuovo tonfo per i consumi nel mese di aprile. Preoccupa il dato sulle telecomunicazioni, generalmente in controtendenza rispetto ai consumi generali

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Secondo Confcommercio, i consumi in Italia sarebbero scesi anche nel mese di aprile, dando vita al diciassettesimo calo negli ultimi 20 mesi. In particolare, il dato segna un calo del 3,9% su base annua e dello 0,1% rispetto al mese di marzo. Nei primi quattro mesi del 2013, i consumi sono diminuiti del 4,4%, in accelerazione, rispetto al -3,3% registrato nello stesso quadrimestre dell’anno precedente.

A preoccupare l’associazione dei commercianti, e non solo, è il dato relativo al settore delle telecomunicazioni, che segna un arretramento del 2,5% su base mensile e dello 0,1% su base annua. Si tratta di un comparto generalmente in controtendenza rispetto al trend generale, per cui il fatto che anch’esso abbia il segno meno potrebbe implicare uno stato dell’economia reale più grave di quanto si tema.

 

Produzione industriale Italia: ancora un calo nel mese di maggio

D’altronde, la stessa Confcommercio ricorda alcune cifre, che segnalano una situazione molto deteriorata dell’economia italiana. A maggio, la produzione industriale è scesa dello 0,1% su base mensile, dopo il timido +0,2% di aprile. Per non parlare degli ordini, che sempre a maggio hanno segnato un -0,4%. Trattandosi di produzione futura, ciò significa che non ci sarebbero buone prospettive a breve.

 

Crisi economica Italia: nuovo allarme sulla disoccupazione

Ad aprile, poi, il numero dei disoccupati è aumentato di 23 mila unità su marzo e quello degli occupati è sceso di 18 mila unità. Nel primo quadrimestre, il numero di ore autorizzate per la cassa integrazione è cresciuto del 13,1% su base annua e del 63,8% per la cassa integrazione straordinaria.

Cifre, che lasciano ben immaginare le ragioni di questo ennesimo tonfo dei consumi. Quelli relativi ai servizi sono scesi del 2,2%, i consumi di beni sono diminuiti del 4,6%.

Quanto ai comparti, il dato peggiore riguarda la mobilità (-7,5% a/a), seguito da quello per abbigliamento e calzature (-6,7%) e da alimentari, bevande e tabacchi (-6,2%).

I numeri snocciolati da Confcommercio risultano in linea con quelli negativi di Coldiretti, sulla base dello studio dell’Osservatorio Macfrut, secondo cui le famiglie italiane hanno ridotto i consumi di verdura (-4,5%) e frutta (-3,9%). In particolare, i crolli maggiori riguardano gli acquisti di pere (-17%), di mele (-16%) e di pomodori (-14%).

Non solo. Cambiano anche i luoghi di acquisto di frutta e verdura, con l’aumento del 6,9% di valore della quota dei discount e dell’1,9% dei fruttivendoli, mentre iper- e supermercati flettono dello 0,6%.

E Confindustria completa il quadro allarmante con la stima di un calo del 15% della produzione manifatturiera, rispetto ai livelli pre-crisi del 2007. E’ fin troppo ovvio che si consumi di meno, visto il calo della produzione e dell’occupazione, che hanno trascinato al ribasso i redditi delle famiglie.

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