Giudice Esposito querela Il Giornale. Mistero sulla presunta registrazione “scottante”

Il magistrato annuncia azioni legali contro il quotidiano della famiglia Berlusconi, ma il direttore Sallusti conferma l'esistenza di 30 minuti di registrazione in cui emergerebbero fatti gravissimi, tali da mettere in forse la legittimità della sentenza di condanna dell'ex premier

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il magistrato annuncia azioni legali contro il quotidiano della famiglia Berlusconi, ma il direttore Sallusti conferma l'esistenza di 30 minuti di registrazione in cui emergerebbero fatti gravissimi, tali da mettere in forse la legittimità della sentenza di condanna dell'ex premier
E’ già battaglia tra il magistrato Antonio Esposito, 72 anni, presidente del collegio della Cassazione che ha confermato la condanna, lo scorso 31 agosto, dell’ex premier Silvio Berlusconi sul processo per i diritti TV Mediaset e il quotidiano della famiglia Berlusconi.

Il giudice Esposito querela Il Giornale

Il giudice ha annunciato che adirà le vie legali contro “Il Giornale” di proprietà, appunto, della famiglia Berlusconi al 67% e al 33% della Mondadori, a sua volta presieduta da Marina Berlusconi. La querela sarà per diffamazione contro i diversi articoli pubblicati da “Il Giornale”, in cui emergerebbero ricostruzioni della vita del magistrato, che lo stesso ha definito prive di qualsiasi fondamento e tese a screditarlo.

Registrazione dell’intervista a Esposito

Ma il direttore Alessandro Sallusti rilancia e conferma di essere a conoscenza dell’esistenza integrale dell’audio dell’intervista realizzata dal giornalista Alessandro Barbano per “Il Mattino” di Napoli, della durata di oltre mezz’ora, nella quale emergerebbero fatti gravissimi, tali, secondo Sallusti, da mettere in forse la legittimità della sentenza stessa della Cassazione.
La registrazione è stata pubblicata ad oggi solo per un minuto e mezzo, scatenando le ire del PDL, che ha contestato che un magistrato possa rilasciare un’intervista su un caso specifico. Il Csm ha aperto un fascicolo su Esposito, ma la parte “scottante”, secondo il direttore de “Il Giornale”, dovrebbe ancora essere svelata, riguardando una parte dell’intervista rilasciata dal giudice ignaro della registrazione e che sarebbe tenuta in un cassetto della redazione de “Il Mattino”, di proprietà di Francesco Gaetano Caltagirone, suocero di Pierferdinando Casini, leader dell’UDC.

Il mistero dell’intervista

Cosa sia contenuto nel resto dell’intervista ancora da pubblicare non lo si sa, ma che qualcosa possa compromettere il già fragile panorama politico italiano lo dimostrerebbero le stesse parole di Caltagirone, che prima di partire per le vacanze, ha ordinato ai suoi giornalisti di non divulgarne il contenuto, per evitare che il suo quotidiano possa essere strumentalizzato per una battaglia politica contro un magistrato.
Forse, proprio il segreto con cui viene conservato il cd alimenta in queste ore il mistero intorno alle dichiarazioni di Esposito e alla loro presunta gravità o meno. Di certo, “Il Giornale” ha iniziato a scavare nella vita di questi, portando alla pubblica conoscenza un trasferimento del magistrato alla Corte d’Apello di Napoli, disposto dal Csm nel lontano 7 aprile 1994. Lo stesso trasferimento, chiarisce Esposito, è stato poi annullato dal Tar del Lazio nel 1996.
E il quotidiano di Sallusti rispolvera anche il caso di una Mercedes in regalo, il cui acquisto il giudice cassazionista ha affermato essere stato riconosciuto in sede penale, amministrativa e disciplinare del tutto legittimo.
In attesa che (se mai) l’audio dei restanti 30 minuti di intervista sarà sbobinato e reso pubblico, il clima politico non tornerà certamente alla serenità. E chissà che la vicenda non ri-metta al centro dell’arena politica un certo Casini, che oggi più che mai vanta una parentela fin troppo comoda agli opposti schieramenti, affinché essa agisca in un senso o nell’altro.

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Argomenti: Politica

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