Giovanni Tria: chi è il nuovo ministro dell’Economia e cosa pensa dell’euro

Giovanni Tria è il nuovo ministro dell'Economia, c'è il via libera del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: chi è e cosa pensa dell'euro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
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Alle ore 21.00 di ieri il nuovo Presidente del Consiglio ha presentato al Quirinale davanti ai giornalisti la lista dei ministri con cui lavorerà nella nuova legislatura. Nel corso del pomeriggio, dopo un’attesa di svariate ore, era trapelato il nome di quello che sarebbe stato il nuovo ministro dell’Economia in sostituzione di Paolo Savona, su cui in precedenza si era arenato il tentativo da parte di M5S e Lega Nord di dar vita al cosiddetto governo del cambiamento. Al posto di Savona, Luigi Di Maio, Matteo Salvini e il professor Giuseppe Conte hanno trovato la quadra su Giovanni Tria, accademico molto stimato all’interno del settore economico.

Chi è Giovanni Tria

Prima di essere nominato nuovo ministro italiano dell’Economia, Giovanni Tria ha lavorato accanto a Renato Brunetta (Forza Italia), in qualità di consigliere. Vanta un’esperienza ultra-trentennale in campo accademico e professionale, dopo la laurea in giurisprudenza conseguita nel 1971 alla Sapienza di Roma, città dove è nato nel 1948. Attualmente è il preside della Facoltà di Economia di Tor Vergata. Seppure sia distante dalle posizioni euroscettiche manifestate da Savona in più di un’occasione, il pensiero di Giovanni Tria è ugualmente molto diverso da quello di Padoan, a capo del ministero di via XX Settembre durante l’ultimo governo Gentiloni.

Cosa pensa dell’euro e dell’Europa

“Non ha ragione chi invoca l’uscita dall’euro senza se e senza ma come panacea di tutti i mali, ma non ha ragione neppure chi sostiene che l’euro è irreversibile”. In un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore insieme a Renato Brunetta lo scorso anno, il neo ministro all’Economia non ha nascosto il proprio pensiero in merito all’euro, dicendo inoltre quanto segue: “Bisogna cercare soluzioni condivise e cambiare insieme perché uscire dall’euro da soli significa pagare solo costi senza benefici”. Il virgolettato è stato condiviso dall’agenzia Ansa e dalle principali testate giornalistiche italiane. Europa sì, dunque, ma a condizioni diverse da quelle attuali.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana