Giovani disoccupati e imprese al collasso: allarme al Sud secondo Confindustria

Allarmanti i dati del rapporto "Check-Up Mezzogiorno" sulla disoccupazione al Sud e la situazione delle imprese.

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Allarmanti i dati del rapporto

E’ allarme al Sud secondo il  “Check-Up Mezzogiorno” realizzato con Srm (Intesa Sanpaolo) di Confindustria per quanto riguarda la situazione economica. Uno dei problemi più importanti riguarda i giovani senza lavoro ma anche le imprese in difficoltà.

Giovani senza lavoro

In base ai dati di Confindustria, al Sud la disoccupazione raggiunge il tasso record del 51,9% ossia più di un giovane su due non lavora.

Ci sono 1 milione e 500mila disoccupati e tanti altri inattivi. I dati sono negativi e con peggioramento tranne che in Molise, Puglia e Sardegna. Peggioramento anche per la Pa mentre sembra migliorare l’industria.

Secondo l’Uffcio Studi Confcommercio mentre al Centro e al Nord il tasso di occupazione è al 67% il Sud è ancora fermo al 48,2% con un picco tra 24 e 64 anni di disoccupati. Cresce anche il lavoro nero e non sembra neppure sfondare il Reddito di Cittadinanza; un quarto delle domande si riferisce a persone che hanno meno di 40 anni di età.

Allarme per le imprese

Problemi anche per le imprese che sembrano aver frenato la crescita come si fa notare nel rapporto: “Ha smesso di crescere il numero delle imprese: dopo molti trimestri di aumento, infatti, nei primi mesi del 2019 le imprese attive sono meno di 1milione settecentomila (esattamente come un anno fa). All’interno di questo insieme, aumentano le imprese di capitali, che sono al Sud ormai quasi 330mila, con una crescita del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma di queste, solo 25mila hanno più di 9 dipendenti“. Si fa notare anche la mancanza del supporto delle vendite all’estero e l’aumento di fallimenti e liquidazioni volontarie.

La frenata, insomma, appare dietro l’angolo per il Sud, soprattutto per le piccole e medie imprese che vedono peggiorare il merito di credito e un calo degli investimenti statali. Nel rapporto si evidenzia anche la sofferenza del mercato domestico con meno consumi e sempre più divari sul potere d’acquisto. Si parla di 800 euro pro capite in meno nelle regioni del Sud rispetto a quelle del Centro Nord.

Secondo il ministro per il Sud, Barbara Lezzi,”Sara’ rifinanziato il credito di imposta per il Sud che ha dato un significativo risultato ed e’ allo studio anche una nuova forma di decontribuzione per stare accanto a quelle imprese che vorranno assumere nel prossimo biennio”.

Leggi anche: Lavoro e disoccupati: al Sud sono più che in tutta la Germania

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