Gig economy in fuorigioco: la protesta contro Deliveroo a Milano

Gig economy in crisi? La possibile abolizione del salario minimo scatena la protesta da parte dei fattorini in bicicletta.

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Gig economy in crisi? La possibile abolizione del salario minimo scatena la protesta da parte dei fattorini in bicicletta.

L’e-commerce a novembre, la gig economy a dicembre. C’è qualcosa che non va in Italia per due delle nuove realtà economiche di maggiore rilievo del nostro Paese, che sempre più spesso non vengono considerate opportunità di lavoro favorevoli, come invece si propongono agli occhi dei potenziali dipendenti. A fine novembre, in occasione del Black Friday, erano stati gli operai di Amazon ad incrociare le braccia nella sede più importante che la compagnia di e-commerce statunitense ha in Italia, quella di Piacenza. Venerdì scorso una situazione analoga, fatte le dovute proporzioni, si è registrata a Milano, ed ha avuto per protagonisti i “riders” di Deliveroo, la società che sta rivoluzionando anche in Italia le consegne del cibo a domicilio, affidandole a dei giovani ragazzi in bicicletta, distinguibili dallo scatolone sulla schiena.

Abolizione del salario minimo

A causare la protesta contro Deliveroo è la notizia della possibile abolizione del salario minimo, che ad oggi corrisponde a 5,60 euro all’ora. Per il giorno 31 dicembre è fissata la scadenza dei contratti dei “pedalatori”, che per il nuovo anno temono l’introduzione del cottimo. C’è inoltre da sottolineare che i fattorini in bicicletta (o in scooter) operano senza garanzie né tutele. L’azienda risponde con i dati di un recente sondaggio, in cui oltre il 90 per cento dei “riders” si dice contento del lavoro che svolge, ritenendosi soddisfatto anche della flessibilità concessa dalla società del food delivery, leader in questo specifico settore.

“Siamo lavoratori, non schiavi” si leggeva in uno dei cartelli esposti durante il flash mob organizzato venerdì sera a Milano contro l’azienda dai fattorini di Deliveroo, davanti al quartier generale di via Ettore Ponti.

Nei prossimi giorni non sono da escludere ulteriori proteste dei “riders”, sempre a Milano oppure nelle altre città italiane dove il servizio è presente.

In Italia, Deliveroo ha qualcosa come 1.900 ristoranti partner ed opera in 11 diverse città, tra cui Bologna, Verona, Bergamo, Monza e Padova. In media, come riporta l’approfondimento di Agi, un rider arriva a guadagnare in un’ora 9,60 euro lordi. Nel mondo, l’azienda è presente in 12 Paesi, avendo una partnership con oltre 35 mila ristoranti e qualcosa come 1 miliardo di euro di ricavi, a testimonianza dell’enorme successo dell’azienda.

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