Giappone disperato: stimoli illimitati per combattere la deflazione

Niente riesce a contrastare la deflazione in Giappone e la banca centrale di Tokyo si lancia in stimoli monetari illimitati, che ne segnalano il grado di disperazione.

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Niente riesce a contrastare la deflazione in Giappone e la banca centrale di Tokyo si lancia in stimoli monetari illimitati, che ne segnalano il grado di disperazione.

Ancora novità dal Giappone, dove il governatore della banca centrale, Haruhiko Kuroda, ha annunciato ieri di essere disponibile ad acquistare senza limiti bond sovrani a 2 anni al rendimento del -0,09% e a 5 anni al -0,04%. Poiché i prezzi di questi titoli erano già più elevati di quelli a cui l’istituto si è mostrata disponibile ad acquistare (i rendimenti erano, quindi, più bassi), non si sono trovati investitori disposti a vendere.

La misura è servita, pertanto, per stabilizzare i rendimenti dei titoli di stato, che si sono ripresi negli ultimi giorni, a seguito della vittoria alle elezioni USA di Donald Trump, che ha provocato un massiccio sell-off sul mercato dei Treasuries.

I rendimenti biennali nipponici sono scesi al -0,15% e quelli quinquennali al -0,10%, per cui l’obiettivo di Kuroda sembra essere stato raggiunto. A settembre, la Bank of Japan aveva cambiato impostazione per il suo programma di allentamento monetario, passando dagli stimoli quantitativi di 80.000 miliardi di yen all’anno (circa 735 miliardi di dollari) a quelli “qualitativi”, annunciando che avrebbe acquistato i bond sulla scadenza decennale a rendimenti intorno allo zero. (Leggi anche: QE qualitativo in Giappone per nascondere un fallimento?)

Yen a -4% con Trump presidente

Prima delle elezioni americane, i decennali nipponici rendevano intorno al -0,05%, mercoledì erano passati in territorio positivo, segnando un +0,023% in chiusura di seduta. Piccoli scostamenti, ma che Kuroda segnala di non volere accettare, sostenendo che non deve essere scontato che i JPB cedano in concomitanza con i Treasuries. E ieri, i rendimenti a 10 anni erano già tornati ad attestarsi poco sopra lo zero percento, assecondando i desiderata della BoJ.

Il paese lotta da un ventennio contro la deflazione, con l’indice dei prezzi in calo a settembre per il settimo mese consecutivo, segno che la politica dei potenti stimoli della banca centrale di Tokyo, adottata sin dalla primavera del 2013, non sta esitando i risultati sperati. Eppure, ci potrebbe pensare lo yen a dare una mano ai prezzi. Da quando Trump è stato eletto presidente, il suo cambio con il dollaro si è indebolito del 4% a quota oltre 109, segnalando il punto più basso della valuta nipponica da 5 mesi a questa parte.

(Leggi anche: Altri stimoli in Giappone contro la deflazione)

 

 

Giappone non riesce a combattere la deflazione

Evidentemente, Kuroda non sembra convinto che un cambio più debole basti per accelerare l’inflazione, spingendosi in una nuova avventura monetaria, che sembra davvero l’ultima spiaggia per Tokyo, prima che si prenda in considerazione una qualche forma di “helicopter money”.

Ma oltre a contrastare la deflazione, il governatore starebbe puntando anche ad ottenere un’inclinazione positiva della curva dei rendimenti, segnalando di volere acquistare i titoli su scadenze diverse a costi crescenti, man mano che aumenta la loro durata. Un incentivo alle banche, che sono solite rifinanziarsi a breve e prestare denaro a lungo termine. (Leggi anche: Helicopter money, Giappone pronto con bond perpetuo)

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