Gestori telefonici, odissea consumatori: rincari a raffica e costi extra ingiustificati, la Relazione Annuale 2017 AGCOM

La denuncia dell'AGCOM: l'odissea dei consumatori è inaccettabile. I gestori telefonici applicano rincari a raffica e e costi extra aggiuntivi. Cosa si può fare?

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Carlo Pallavicini

Tutti i consumatori lo sanno benissimo come funziona l’impossibile rapporto con gli operatori dei gestori di telefonia mobile e il percorso è sempre lo stesso: innanzitutto, arriva il cambiamento di contratto – prendere o lasciare – come ad esempio il passaggio dalla mensilità ai 28 giorni, con conseguente pagamento di una ‘rata’ in più all’anno; in secondo luogo, se l’utente intende recedere gratuitamente, come stabilito dalle norme e dal contratto, inizia la vera odissea: i tempi si allungano (e, dunque, si continua a pagare) e i costi di disdetta, in maniera molto poco chiara, aumentano e diventano assolutamente ingiustificati e ingiustificabili; infine, si prova a contattare il call-center e, quando si è fortunati nel prendere la linea (a volte dopo ore), le risposte degli operatori sono vaghe, contraddittorie, incomprensibili.

La Relazione Annuale 2017 dell’AGCOM presenta proprio questi dati.

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La denuncia dell’AGCOM e l’odissea dei consumatori con i gestori telefonici

Gli utenti/consumatori di servizi telefonici, soprattutto per quanto concerne il mobile, sono una fetta di mercato pressoché ‘assoluta’: chiunque ha uno smartphone (o più di uno) e chiunque ha una qualche offerta comprendente chiamate e internet. Ebbene, stando ai dati raccolti dall’AGCOM, le denunce da parte dei cittadini sono quintuplicate nell’ultimo anno, per quanto concerne l’aumento spropositato delle tariffe (il passaggio ai 28 giorni) e quadruplicate, per quanto riguarda i costi di disattivazione ‘ingiustificati’ e i ritardi considerati ‘maliziosi’. Il nodo riguarda soprattutto il passaggio ai 28 giorni: l’Autorità ha vietato questa tipologia di periodicità almeno per la rete fissa, ma è in discussione un ricorso al TAR da parte degli operatori telefonici, e dunque anche su questo fronte un nulla di fatto.

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Come agisce l’AGCOM, ma gli strumenti sono deboli

L’AGCOM cerca di intervenire, ma gli strumenti a disposizione sono comunque molto limitati. Le sanzioni, ad esempio, vengono comminate, ma sono talmente leggere che non sembrano rappresentare un problema per i gestori telefonici, che possono continuare a fare il bello e il cattivo tempo. Un altro strumento sono le diffide: praticamente, non servono a nulla, e difficilmente trovano conseguenza nell’azione dei gestori di telefonia.  A tutto questo si aggiunge anche la nuova norma sul roaming europeo: molte aziende che offrono servizi telefonici cercano di sottrarsi e, anche in questo caso, le sanzioni sono davvero debolissime, per cui in questa guerra tra la giungla di rincari, costi aggiuntivi e tariffe illegittime ad essere davvero penalizzato è soltanto il consumatore finale.

L’unico dato positivo è l’aumento delle conciliazioni obbligatorie tra gestore e utente: nell’arco del 2016, si parla di rimborsi pari a circa 32 milioni di euro. Cifra, comunque, irrisoria, rispetto alla mole di denunce. A mancare è ovviamente la politica: del resto, le multinazionali della telefonia spadroneggiano già da tempo e il grande capitale non si fa certo addomesticare da qualche governo.

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