Germania sempre più lontana da Roma: fate le riforme o addio Euro

La Germania è sempre più tentata dall'isolazionismo e tra i politici tedeschi, in vista delle elezioni, è già iniziata la corsa a chi è più duro e inflessibile con l'Italia, capro espiatorio dei problemi dell'Europa

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Germania è sempre più tentata dall'isolazionismo e tra i politici tedeschi, in vista delle elezioni, è già iniziata la corsa a chi è più duro e inflessibile con l'Italia, capro espiatorio dei problemi dell'Europa

La reazione della politica tedesca al risultato delle elezioni politiche 2013 è stata molto dura. Dopo alcune ore di silenzio della cancelleria, i toni dei vari rappresentanti al Bundestag sono stati pesanti contro Roma. Il giudizio più grave lo ha espresso paradossalmente l’avversario di Angela Merkel, colui che correrà contro di lei a settembre per la cancelleria: Peer Steinbrueck. Egli ha commentato l’esito del voto, sostenendo che abbiano vinto due clown: Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. Durissimo anche il commento dell’edizione online di Bild, per il quale in passato i tedeschi avrebbero anche potuto ridere delle buffonate politiche italiane, ma oggi siamo tutti sulla stessa barca e la vittoria di due clown dovrebbe spaventare la Germania. Il vice-cancelliere Philipp Roesler, a capo dei liberali della FDP e anche ministro dell’Economia avverte l’Italia: non ci sono alternative alle riforme.  

Crisi Euro e elezioni: l’Italia come la Grecia?

Il clima è molto teso, per quanto formalmente Frau Merkel si mostri fiduciosa della democrazia nostrana. Ci pensa il suo ministro alle Finanze, Wolfgang Schaeuble, a chiarire la sensazione del governo tedesco e a spiegare che la situazione italiana somiglia molto all’impasse che si è registrata in Grecia nel maggio scorso, quando fu necessario tornare a votare un mese dopo. Suggerimento: o l’Italia si sbriga a fare un governo al più presto, o sarà un fattore di rischio per l’intera Eurozona, facendo la fine della Grecia. Ma aldilà delle analisi grossolane e in perfetto stile teutonico degli sfottò verso il Belpaese, la questione di fondo è che la crisi di governabilità a Roma porterà con assoluta certezza la Germania a indurire la propria posizione sulla politica della BCE. In altre parole, qualora lo spread btp bund dovesse impennarsi ulteriormente, nel caso in cui non fosse possibile formare un governo stabile, difficilmente Berlino consentirà che Francoforte intervenga col suo programma Omt, noto anche come piano anti spread, appunto.  

La Germania non si fida dell’Italia

Al contrario, la Germania si accinge a porre formalmente l’Italia dinnanzi a un bivio: riforme subito o fuori dall’Eurozona. Si tratta dello scenario opposto a quello messo in conto da Mediobanca, che pochi giorni prima del voto aveva previsto una sorta di ammorbidimento di Berlino sulle politiche di austerity, nel caso in cui fosse uscito dalle urne un Parlamento paralizzato. Anton Boerner, leader delle aziende esportatrici tedesche riunite nella BGA, ha invitato il governo tedesco a ridefinire i confini dell’Eurozona, chiedendo all’Italia di realizzare le riforme, se non vorrà essere cacciata dall’Area Euro. Certo, diremmo che tale Boerner non sarà quasi certamente uno stratega di economia, se ritiene che sia un beneficio per la sua Germania buttare fuori dall’Eurozona l’Italia, che con una valuta debole aumenterebbe il suo export a discapito della locomotiva tedesca. Quel che conta è, però, il sentimento crescente anti-italiano in Germania. In una fase delicata pre-elettorale, pare proprio che Roma sia il capro espiatorio di tutto quanto non vada in Europa. Tra conservatori e socialdemocratici tedeschi è appena iniziata una gara a chi dimostra di diffidare di più degli italiani. Berlino ha una certezza: quale che sia il prossimo governo italiano, esso sarà di gran lunga meno filo-tedesco dell’uscente Monti. Se Bersani riuscisse a costituire un governo di minoranza con i grillini, le politiche di austerità volute dalla Germania andrebbero a farsi benedire. Stesso discorso nel caso di un governissimo PD-PDL, perché il centro-destra si è impegnato in campagna elettorale a difendere gli interessi nazionali dall’egoismo teutonico. Ancora peggio per i tedeschi andrebbe, poi, se si tornasse alle urne, visto che sarebbe fin troppo facile pronosticare un’avanzata dei grillini e delle forze anti-austerity (Governo tecnico, coalizioni allargate o nuove elezioni? L’alternativa all’ingorvernabilità).  

La Germania verso un isolazionismo elitario? germania uber alles

Per questo, la tentazione della Germania sembra l’isolamento dal resto dell’Europa. I rapporti con la Francia di Hollande sono molto meno idilliaci di quelli avuti con Sarkozy. La Spagna è alle prese con una crisi sociale gravissima, mentre la Grecia è sempre la stessa: inaffidabile. Separarsi dal grosso dell’Europa non sarebbe certamente una grande vittoria di politica estera per Berlino, che rimarrebbe “amica” solo del ristrettissimo club della tripla A: Olanda, Finlandia e Lussemburgo, oltre all’Austria, che del club non fa parte. Insomma, pochi amici, ma fidati? E’ possibile che la Germania di Adenauer e Kohl si riduca a questo? Tutto indica di sì. Complice anche la congiuntura elettorale sfortunata, aperture da Berlino non ce ne saranno. Almeno non significative sul fronte del risanamento richiesto.

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Argomenti: Economia Italia, Economie Europa