Germania, ancora niente accordo tra Merkel e socialdemocratici: ecco che succede

La Merkel non trova ancora la quadra con gli avversari per formare il nuovo governo. La cancelliera è ormai una leader zoppa.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Merkel non trova ancora la quadra con gli avversari per formare il nuovo governo. La cancelliera è ormai una leader zoppa.

Quando sono passate ben 23 ore dall’inizio delle trattative esplorative finali per verificare la sussistenza delle condizioni per avviare un negoziato formale per formare il prossimo governo insieme, la CDU-CSU della cancelliera Angela Merkel e la SPD di Martin Schulz non hanno trovato alcun accordo. In teoria, entro ieri sera scadevano i termini, ma le parti hanno concordato di procedere per altre ore ancora. Al quartier generale socialdemocratico, all’alba sono state viste le auto di alcuni dirigenti del partito andare via, ma rassicurando che sarebbero tornati qualche ora dopo. Secondo le indiscrezioni che arrivano dall’interno, le trattative si sarebbero arenate all’alba sull’opposizione dei conservatori bavaresi alla proposta dell’SPD di alzare l’aliquota fiscale sui contribuenti tedeschi più ricchi. (Leggi anche: Germania, per Frau Merkel il giorno più lungo)

RUMORS DEGLI ULTIMI MINUTI RIPORTANO CHE I DUE PARTITI AVREBBERO RAGGIUNTO UN ACCORDO

Tasse, immigrazione, sanità e pensioni sarebbero i punti di maggiore contrasto. Il partito di Schulz chiede, ad esempio, facilitazioni per i ricongiungimenti familiari degli immigrati presenti in Germania, ma i bavaresi, che quest’anno celebrano le elezioni regionali in un clima di frustrazione per quello che viene percepito come un cedimento a sinistra della Merkel, si oppongono.

Che la situazione sia molto delicata lo confermano anche i commenti di stamattina sulle prime pagine dei quotidiani tedeschi. Quello economico Handelsblatt, vicino ai conservatori, titola: “La Merkel ha oltrepassato il suo zenit” e cita un sondaggio, dal quale emerge che il 56% dei tedeschi crederebbe che la cancelliera non arriverà fino alla fine del mandato. Sono trascorse 16 settimane dalle elezioni federali e la cosa che sta indisponendo tutti maggiormente è che, ammesso che le trattative preliminari si chiudano positivamente, ci vorranno ancora un paio di mesi per varare il quarto governo Merkel, sempre che tutto fili liscio. Il 21 gennaio, il congresso dell’SPD dovrà votare se avallare o meno il negoziato con i conservatori. A quel punto, potranno scattare le trattative vere e proprie su programma e ministeri. Successivamente, i membri dell’SPD dovranno votare per una terza volta (a dicembre lo hanno già fatto una prima) per promuovere o bocciare gli esiti del negoziato.

Rischio di un nuovo governo debole

All’interno dei due blocchi, crescono le opposizioni a una terza Grosse Koalition dal 2005. Il leader dei giovani socialdemocratici, Kevin Kuehnert, ha dichiarato che batterà la Germania in lungo e in largo per fare campagna contro l’accordo, sostenendo che non ci si potrebbe permettere altri 4 anni “sotto questa donna”. Anche altri esponenti del partito chiedono di tornare più alle origini, ovvero uno spostamento a sinistra, per recuperare l’elettorato deluso.

La cancelliera ha più di ogni altro la necessità di concludere le trattative esplorative nelle prossime ore con un risultato positivo. Sarebbe quella che ci rimetterebbe di più, se così non fosse, perché a quel punto la sua carriera politica finirebbe qui. Anche riuscendo a varare un nuovo governo, la sensazione che emerge dai commentatori sulla stampa tedesca è che si tratterebbe di una pura operazione di maquillage politico. Le parti concorderebbero solo in superficie, ma contrariamente alle precedenti due esperienze di larghe intese in era Merkel, stavolta l’esecutivo sarebbe esposto a profonde divisione nella maggioranza, a causa dell’impossibilità di raggiungere un accordo profondo sui vari temi che contano. A differenza delle altre legislature, la cancelliera sarà pressata da destra da liberali ed euro-scettici all’opposizione, mentre l’SPD dovrà fare i conti, in particolare, con i post-comunisti della Linke.

Il settore pubblico ha chiuso il 2017 con un avanzo fiscale di oltre 38 miliardi. Su questo “tesoretto” vogliono mettere le mani i socialdemocratici per recuperare consenso tra le fasce più deboli della popolazione. La Merkel non vuole permettersi di mandare alle ortiche i risultati economici dei suoi 12 anni alla cancelleria e si mostra solo disponibile a tagliare le tasse per 15 miliardi a tutti i contribuenti, misura alla quale si oppone l’SPD, che punta più sull’aumento della spesa pubblica. Infine, l’Europa è diventato altro terreno di divisione: Schulz vuole gli Stati Uniti d’Europa entro il 2025 e chiede di accettare le proposte del presidente francese Emmanuel Macron su bilancio comune e Tesoro unico, mentre i conservatori frenano. Insomma, il governo forse alla fine si farà, ma non durerà quattro anni e al suo interno risulterà diviso come mai nella storia recente tedesca. L’Europa avrà un leader zoppo. (Leggi anche: In Germania il debito pubblico scende e la politica litiga sull’avanzo fiscale)

[email protected]

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Germania, Politica, Politica Europa

I commenti sono chiusi.