La Germania minaccia la fine dell’area Schengen

La cancelliera Angela Merkel attacca su area Schengen e stato sociale per gli immigrati. Una reazione ai fatti di Colonia, ma anche una minaccia all'Italia.

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La cancelliera Angela Merkel attacca su area Schengen e stato sociale per gli immigrati. Una reazione ai fatti di Colonia, ma anche una minaccia all'Italia.

Intervenendo nella conferenza stampa congiunta a Berlino con il premier rumeno, Dacian Ciolos, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito “insopportabili” le violenze subite da decine di donne a Colonia, durante la notte di Capodanno, ad opera di immigrati. Oggetto di attacchi da parte della stampa, Frau Merkel ha assicurato che saranno anche prese in considerazione possibili cambiamenti alle norme sulle espulsioni, nel caso si rivelassero inefficaci e causa dei fatti avvenuti. Ma la cancelliera non le manda a dire nemmeno su un altro tema delicatissimo, quello sulla politica dell’accoglienza, sostenendo che non sarebbe “scontato” che sin dal primo giorno i cittadini europei al di fuori del loro paese abbiano diritto all’assistenza sociale in un altro stato membro. Si tratta di una presa di posizione sorprendente, considerando che proprio il suo governo si sta opponendo in questi mesi a una delle richieste del premier britannico David Cameron di limitare il welfare in favore degli immigrati europei, in modo da porre fine a quello che considera il cosiddetto “turismo assistenziale”, ovvero al fatto che decine di migliaia di stranieri, specie derivanti dai paesi dell’Est Europa, entrano nel Regno Unito al solo fine di beneficiare del generoso stato sociale del paese, senza avervi mai lavorato e pagato le tasse.

E non è una coincidenza che proprio stamattina, Cameron si trovasse in Baviera, a Wildbad Kreuth, dove ha partecipato al congresso della CSU, il partito conservatore e alleato della CDU della cancelliera, su posizioni nettamente più contrarie a quelle di quest’ultima con riguardo all’ingresso indiscriminato di cittadini stranieri in Germania.      

Verso chiusura delle frontiere?

E le dichiarazioni della Merkel non si sono fermate qui, in quanto ella ha avvertito, pur rassicurando di non volere lanciare allarmi, che bisogna compiere ogni sforzo per tutelare l’area Schengen (la libera circolazione delle persone tra gli stati UE), ma al contempo sostenendo che il suo mantenimento sarà possibile solo se tutti i membri s’impegneranno concretamente a cooperare per dare vita a una politica coordinata sull’accoglienza, facendo intendere che altrimenti sarebbe la fine delle frontiere libere. L’aut-aut della cancelliera arriva all’indomani dal vertice a 3 con Danimarca e Svezia sulla gestione dell’accoglienza dei profughi siriani, che sta scuotendo le opinioni pubbliche dei paesi.

Al termine dell’incontro, non è stato assicurato alcun termine per la sospensione degli accordi di Schengen, per cui i 3 membri della UE non si sono impegnati a finire entro una certa data i controlli ripristinati alle frontiere. Ma quella della Merkel appare chiaramente una minaccia a Italia e Grecia, che un po’ tutta Europa accusa velatamente di non avere dimostrato di sapere gestire i flussi in entrata, provocando un’ondata incontrollata di arrivi di immigrati altrove. Di certo, le parole della Merkel sembrano la risposta ai fatti di Colonia e alla protesta crescente in Germania contro gli ingressi indiscriminati, annunciati a fine agosto proprio da Berlino per tutelare la sopravvivenza di quell’area Schengen, che adesso è più in forse che mai.    

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