General Motors pensa alle auto elettriche: 5 fabbriche e 15 mila lavoratori a rischio

General Motors vuole migliorare il cash flow di 6 miliardi di dollari e puntare all'auto elettrica e a guida autonoma.

di Chiara Lanari, pubblicato il
General Motors vuole migliorare il cash flow di 6 miliardi di dollari e puntare all'auto elettrica e a guida autonoma.

Un altro grande colosso chiude gli stabilimenti. General Motors, gigante del settore automobilistico, ha annunciato l’intenzione di tagliare il 15% dei dipendenti a causa di un piano di riorganizzazione. Lo scopo è risparmiare 6 miliardi di dollari  entro la fine del 2020. A rischio dunque molti posti di lavoro.

A rischio quasi 15mila posti di lavoro

Non solo Pernigotti e gli altri. Seppur in settori diversi la crisi colpisce i grandi del mercato. General Motors ha tutta l’intenzione di bloccare la produzione in 5 stabilimenti di assemblaggio, di cui quattro negli Usa, lo stabilimento a Gunsan, in Corea, che dovrebbe chiudere il prossimo anno e ancora quello di Oshawa.

Per General Motors non si tratta propriamente di crisi aziendale quanto di una volontà di rimanere competitivi sul mercato in moda che “l’azienda resti ben posizionata sul mercato e continui ad avere successo sul lungo termine” come ha fatto notare l’amministratore delegato, Mary Barra. Gm insomma ha tutta l’intenzione di guardare al futuro e concentrarsi sulla produzione di auto elettriche e sui veicoli a guida autonoma. La crisi del mercato auto e il rallentamento delle vendite ha colpito anche gli Stati Uniti e l’unico modo per guardare al futuro è quello di andare pari passo con l’innovazione tecnologica. Il futuro, insomma, sono le auto elettriche.

Si punta all’auto elettrica e a guida autonoma

A rimetterci, però, saranno svariati posti di lavoro mentre il titolo in borsa è schizzato al 6,8%. Lo United Auto Workers, il sindacato dei metalmeccanici americano, non ha affatto accolto bene la notizia così come il primo ministro canadese Justin Trudeau. Il piano di ristrutturazione, seppur con l’intenzione di puntare al futuro, porterà alla chiusura di stabilimenti americani e la conseguente perdita del lavoro per molti di essi. Come ha fatto notare il vice presidente del Uaw, Terry Dittes “La decisione spietata di Gm di ridurre o fermare le operazioni in impianti americani, aprendo o aumentando quella negli stabilimenti in Messico e in Cina, danneggia profondamente i lavoratori americani”. Secondo il sindacato si metterebbe al primo posto il profitto invece che le famiglie e il loro benessere. Sulla stessa linea anche il primo ministro canadese che si è detto deluso, aggiungendo che farà di tutto per aiutare le famiglie canadesi coinvolte. Una mossa che non è piaciuta neppure a Trump, che secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, ha fatto sapere all’amministratore delegato di Gm di non essere felice di questa ristrutturazione consigliando, addirittura, di riportare la produzione in America invece che in Cina.   

General Motor, con questa mossa, vuole migliorare il cash flow di 6 miliardi di dollari a fine 2020 e andare dritta verso il mercato delle auto elettriche. La crisi delle vendite in un mercato globale del settore automobilistico, senza considerare tutta la questione legata alle auto inquinanti, ha portato molti colossi a rivedere i piani e dare maggiore spazio al futuro ossia auto a guida autonoma ed auto elettriche, riuscendo a ridurre anche i costi che ad oggi restano alti. 

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Argomenti: Economia Italia, Economia USA