Gazprom, viaggio nel colosso russo del gas e del petrolio

Gazprom è il cuore pulsante dell'economia in Russia, anche se presenta produzione e ricavi in calo. I numeri del colosso energetico restano, però, da capogiro.

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Gazprom è il cuore pulsante dell'economia in Russia, anche se presenta produzione e ricavi in calo. I numeri del colosso energetico restano, però, da capogiro.

Conta circa 417 mila dipendenti, vale in borsa 49,4 miliardi di dollari, ma appena 4 anni e mezzo fa capitalizzava circa 200 miliardi e nel 2008 ben 300 miliardi. E’ Gazprom, il colosso energetico russo, che in patria vale tra l’8% e il 10% del pil e contribuisce ad alimentare quasi la metà delle entrate statali. Il Ministero dell’Economia ha stimato a luglio una produzione in calo a 414 miliardi di metri cubi di gas per quest’anno, giù dai 444  miliardi del 2014, ma il gigante prevede una ripresa dell’output a 450 miliardi. Se fosse confermata la previsione del governo, si tratterebbe del volume di produzione più basso nei 22 anni di storia della compagnia. L’apice fu raggiunto nel 2006 con 556 miliardi di metri cubi. Resta il fatto, in ogni caso, che da sola, Gazprom rappresenta il 72% dell’offerta di gas in Russia e il 13% di quella mondiale. E nel 2014 ha prodotto anche 14,5 milioni di tonnellate di gas condensato e 35,3 milioni di tonnellate di petrolio.  E con 119 miliardi di barili di riserve di greggio, si pone alle spalle di Venezuela, Arabia Saudita e Iran.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-crisi-del-petrolio-piega-anche-lafrica-e-in-russia-scatta-lallarme/  

Export Gazprom, Germania e Italia tra i maggiori acquirenti

Oltre un terzo della produzione è stato esportato lo scorso anno. Parliamo di 146,6 miliardi di metri cubi di gas, di cui 117,9 miliardi sono andati nell’Europa dell’Ovest e di cui 21,68 miliardi sono finiti in Italia e 38,70 miliardi di metri cubi in Germania. Il nostro paese rappresenta, quindi, quasi il 15% delle esportazioni di gas di Gazprom, la Germania ben il 26,4%. Oltre a una produzione in calo, il colosso energetico sta dovendo affrontare anche un drastico calo dei prezzi.

Nei primi 5 mesi dell’anno, il gas è stato venduto a una media di 249,7 dollari per mille metri cubi, il 25,6% in meno su base annua. Ciò ha spinto la società, controllata a maggioranza dallo stato russo, a tagliare del 60% gli investimenti nei primi 4 mesi del 2015, rispetto allo stesso periodo di un anno fa.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/e-la-russia-e-gia-pronta-ad-aiutare-la-grecia-oggi-firmato-laccordo-sul-gas/  

Fatturato Gazprom in calo

Per questo, Sberbank stima per quest’anno un fatturato in calo del 27% a 105,8 miliardi di dollari, anche se il deprezzamento del rublo sta attutendo il calo dei ricavi, visto che ogni dollaro incassato al cambio attuale consente alla società di ottenere una maggiore quantità di valuta nazionale. Gazprom paga anche le forti tensioni con l’Ucraina, paese al quale sono state di recente interrotte le forniture per l’annosa disputa sui prezzi. E nella prima parte dell’anno, la quota di gas russo sui consumi ucraini si è dimezzata dal 74% al 37%. Kiev è, infatti, ricorsa alle forniture di altre compagnie europee. Tuttavia, il colosso ha anche già messo in cascina contratti per 400 miliardi di dollari in 30 anni, siglati lo scorso anno con la Cina, che ha segnalato la svolta del Cremlino nei rapporti internazionali, tesi a costruire alleanze in Asia e in funzione anti-americana e anti-occidentale.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/laccordo-russia-cina-sul-gas-e-vero-ecco-tutti-i-dubbi/  

Progetto TurkStream e la sfida della Commissione UE

Per quanto la compagnia abbia sempre smentito, essa è di fatto un’arma di ricatto politico che Mosca brandisce contro i clienti europei, minacciando l’interruzione delle forniture passanti per il territorio ucraino. Per questo, è battaglia con la UE sulla costruzione della nuova pipeline, TurkStream, che nelle intenzioni dei russi dovrebbe aggirare l’Ucraina, facendo passare il gas per la Turchia e da lì, attraverso la Serbia, arrivando nel cuore dell’Europa. Un  progetto, che vede coinvolta anche la Grecia, che dal passaggio delle tubature nelle sue acque incasserebbe 5 miliardi di dollari, che il presidente Vladimir Putin sarebbe pronto a erogare anche subito ad Atene, se non fosse per l’intoppo per nulla casuale derivante dalla Commissione europea, che nei mesi scorsi ha accusato formalmente la società di pratiche monopolistiche in determinati paesi dell’Europa dell’Est.   APPROFONDISCI – https://www.

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