G7 Taormina, quale Trump è arrivato al vertice con i leader mondiali?

Il G7 di Taormina è la prima occasione dalla vittoria di Donald Trump per mettere i 7 leader mondiali attorno a un tavolo. Interessi e posizioni restano divergenti.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il G7 di Taormina è la prima occasione dalla vittoria di Donald Trump per mettere i 7 leader mondiali attorno a un tavolo. Interessi e posizioni restano divergenti.

Il G7 a Taormina è ufficialmente iniziato. Dopo la cerimonia d’inaugurazione, è seguito lo spettacolo delle Frecce Tricolori, che hanno sorvolato la cittadina siciliana sopra gli occhi stupiti dei 7 leader mondiali, i quali subito dopo hanno fatto ingresso all’Hotel San Domenico, dove hanno dato inizio ai lavori. Il dibattito verte inevitabilmente sul terrorismo, specie dopo la strage inaudita di Manchester. Il forum è preceduto da polemiche, almeno sulla grande stampa mondiale, scatenate dalle dichiarazioni del presidente USA, Donald Trump, che sarebbe tornato ad attaccare il surplus commerciale eccessivo della Germania, definendolo “very bad”, “molto brutto”.

Sulle parole esatte utilizzate dal tycoon è parzialmente mistero, ma egli ha fatto riferimento sicuro alle “milioni di auto tedesche vendute negli USA”, chiarendo che se la Germania volesse produrre veicoli nel resto del mondo avrebbe i suoi “migliori auguri”, ma per venderli in America dovrebbe affrontare un dazio del 35%. Insomma, torniamo alla stessa tensione di inizio mandato, quando Trump aveva definito la UE, prima ancora di entrare alla Casa Bianca, “una schermatura degli interessi tedeschi”. (Leggi anche: Trump attacca la Germania: UE usata per i tuoi interessi)

Una buona notizia da Trump alla UE

A stemperare le polemiche, tuttavia, è stato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, secondo cui Trump non avrebbe assolutamente usato toni aggressivi contro la Germania, la cui posizione in ogni caso, spiega, è stata difesa da lui e da Donald Tusk, presidente UE. Ma proprio Juncker può sorridere, dopo che il presidente americano ha smentito che Ted Malloch sarà il nuovo ambasciatore USA a Bruxelles. “Non ha mai fatto parte dei candidati” prescelti per la nomina, avrebbe dichiarato.

Malloch, professore universitario vicino alle posizioni di Steve Bannon, l’ideologo dell’alt right già parzialmente silurato da Trump stesso, nonché editorialista di Breitbart News, sito news considerato il più trumpiano di tutti, nel gennaio scorso fece discutere, sostenendo che l’euro avrebbe avuto una vita non più lunga di 18 mesi e sostenendo che la Grecia potrebbe uscire dall’Eurozona e adottare, almeno temporaneamente, il dollaro. In sostanza, Malloch ambasciatore USA per la UE avrebbe significato un atto di sfida di Trump a Bruxelles; la smentita della nomina, quindi, segnalerebbe una svolta più distensiva. (Leggi anche: Grecia fuori dall’euro per passare al dollaro, i piani di Trump)

Il patto tra Trump e sauditi

Il presidente americano è reduce da un viaggio in Medio Oriente, dove la settimana scorsa ha incontrato come sua prima visita ufficiale all’estero la famiglia reale saudita, con la quale ha stretto accordi commerciali per complessivi 380 miliardi in 10 anni, di cui 110 inerenti la vendita di armi al regno, segnalando un rinvigorimento dell’alleanza tra Washington e Riad, dopo l’ottennato tiepido sotto l’amministrazione Obama.

Di più: Trump ha siglato un patto anti-terrorismo con il mondo sunnita, che prevede anche l’isolamento dell’Iran all’interno dello scacchiere mediorientale, nonché la ridisegnazione implicita del futuro in Siria insieme a paesi come Arabia Saudita, Egitto, Turchia. Un segnale forte alla Russia di Vladimir Putin, che sperava con il magnate alla Casa Bianca di estendere la propria influenza nell’area. (Leggi anche: Mondo islamico accoglie Trump con mega-accordi miliardari)

Quale Trump a Taormina?

Quale Trump è arrivato stamattina a Taormina? Quello protezionista agguerrito contro la UE e l’euro, intenzionato a smantellare la NATO senza un aumento dell’impegno degli alleati del Patto Atlantico a stanziare di più a bilancio per la difesa, oppure un leader più incline al compromesso?

Per rispondere alla domanda, non possiamo non notare come i suoi primi atti in politica estera siano stati un’apparente contraddizione rispetto alle promesse elettorali: il via al negoziato con i cinesi per raggiungere in tempi brevi un accordo commerciale; ritiro del sostegno al regime siriano di Bashir al-Assad e alleanza con i sauditi. (Leggi anche: Trump, Siria, ISIS e Corea del Nord: qual è il messaggio USA al mondo?)

A cosa punta Trump al G7?

Trump dimostra di essere un businessman con logica negoziale spinta applicata anche alla politica. Quasi certamente non punta a imporre dazi sulle merci tedesche, anche perché la Germania non può essere considerata un’economia slegata dall’Eurozona. Egli verosimilmente intende cercare di spuntare dai colloqui bilaterali anche di questo G7 il massimo beneficio possibile per la sua America, ovvero condizioni commerciali più favorevoli alle sue merci, attraverso l’uso della minaccia di ritorsioni contro quelle europee.

La politica trumpiana segue la logica del bastone e della carota, alterna toni da duro a espressioni concilianti, non frutto di una schizofrenia programmatica, ma finalizzata a spingere gli alleati ad accettare quanto fino a poco prima non avrebbero preso in considerazione di accettare. Restano le divisioni concrete, come sulla lotta al terrorismo, ai cambiamenti climatici e sui rapporti con la Russia. Per il resto, tutto sarà oggetto di negoziazione. Il G7 di Taormina non scioglierà alcun nodo, ma servirà solo a mettere i 7 leader mondiali attorno a un tavolo per la prima volta dalla vittoria di Trump, ciascun con interessi e posizioni propri. Se ne parlerà meglio a luglio, al G20 finanziario ad Amburgo, dove la più ampia platea dei partecipanti consentirà a Trump da una parte e alla cancelliera Angela Merkel nelle vesti di padrona di casa dall’altra di fare il punto sulle rispettive alleanze internazionali. (Leggi anche: G7 Taormina, quali temi di discussione?)

 

 

 

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Argomenti: Crisi Euro, Economia Europa, Economia USA, Presidenza Trump

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