Fuga capitali dalla Spagna: in 14 mesi perso un terzo del Pil

Gli investitori esteri scappano dal debito pubblico spagnolo

di Enzo Lecci, pubblicato il
Gli investitori esteri scappano dal debito pubblico spagnolo

Non accenna a rallentare la fuga dei capitali dalla Spagna a dimostrazione di come la crisi economica stia incidendo in modo sempre maggiore sull’economia iberica diffondendo, tra l’altro, una sensazione di diffusa paura sul futuro. Nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2012, capitali per complessivi 247 mld hanno lasciato la Spagna. Il volume dei capitali che ha preso la via dell’estero è spaventoso. Nello stesso periodo del 2011, infatti, i capitali che avevano abbandonato i confini spagnoli erano stati appena 398 mln. Nel giro di un anno, quindi, c’è stato un incremento pari a 600 volte. In termini di flusso, la corsa dei capitali dura oramai da 14 mesi ininterrotti. La Banca di Spagna ha comunicato che la fuga dei capitali totale dal mese di giugno 2011 è ora pari a 343 miliardi circa ossia un terzo del Pil spagnolo.  Secondo la banca centrale spagnola, il dato è il risultato sia di un deflusso effettivo di fondi deciso dagli investitori spagnoli ed esteri sia di un deprezzamento del valore di azioni e bond spagnoli detenuti all’estero. Spostandoci sul fronte obbligazionario, la banca centrale iberica ha comunicato che dall’inizio dell’anno la  quota di debito pubblico spagnolo in mano ad investitori esteri e’ scesa in agosto al 33,86% del totale dal 51,54% di un anno prima.

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Argomenti: Crisi Spagna