Frau Merkel da Trump ricevuta in visita solo 3 ore contro i 3 giorni di Macron

Donald Trump e Angela Merkel s'incontrano oggi alla Casa Bianca. La cancelliera sarà ricevuta per poco, mentre il presidente francese Emmanuel Macron è rimasto in vista ufficiale per 3 giorni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Donald Trump e Angela Merkel s'incontrano oggi alla Casa Bianca. La cancelliera sarà ricevuta per poco, mentre il presidente francese Emmanuel Macron è rimasto in vista ufficiale per 3 giorni.

La cancelliera Angela Merkel sarà ricevuta oggi in visita ufficiale dal presidente americano Donald Trump, poco dopo la 3 giorni dedicata da Washington al presidente francese Emmanuel Macron. Tuttavia, alla Casa Bianca ci resterà appena 3 ore, segno evidente della freddezza dei rapporti tra i due leader. Un anno fa, la mancata stretta di mano tra i due allo Studio Ovale dinnanzi ai fotografi fece scalpore. Per calcolo o semplice distrazione, Trump si sentì in dovere di mostrarsi anche solo formalmente tenero con la controparte tedesca. I due sono divisi da profonde differenze culturali, comportamentali e da interessi geopolitici ed economici. Sembra un dialogo tra sordi: l’America registra annualmente disavanzi commerciali superiori ai 500 miliardi di dollari, la Germania surplus di oltre 250 miliardi di euro.

Trump accusa la Germania di esportare troppo e ai danni della bilancia commerciale americana, il cui passivo verso l’economia tedesca è superiore ai 60 miliardi di dollari, 4 volte superiore a quello che l’America ha verso la Francia e doppio anche rispetto a quello verso l’Italia. Cosa ancora più importante, il tycoon considera Berlino il leader di fatto della UE, ovvero di quella impalcatura, che ha dato vita all’euro, valuta percepita come debole per le imprese esportatrici tedesche. Per questo, chiede sin da prima di insediarsi alla Casa Bianca di rafforzare l’euro. E adesso, la minaccia di dazi su alluminio e acciaio, se entro l’1 maggio Bruxelles non si schiererà in favore degli USA contro le politiche di dumping commerciale della Cina, in seno agli organismi internazionali.

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USA e Germania divisi da interessi

Le speranze della cancelliera di riuscire nell’intento di ottenere da Trump concessioni su questo fronte appaiono basse. Eppure, la UE sta già meditando un abbassamento dei dazi sulle auto americane, onde evitare che l’amministrazione di Washington dia seguito alla minaccia di elevare i suoi alla stessa percentuale europea sulle auto importate dal Vecchio Continente, ovvero passando dal 2,5% al 10%. Anche la Cina ha annunciato una sua riduzione delle tariffe sulle auto, segno che le minacce di Trump abbiano colpito nel segno, per quanto i partner stranieri fingano di non lasciarsi intimidire. Ad ogni modo, la Germania deve fare di tutto per preservare il libero commercio mondiale, dato che grazie ad esso esporta circa il 7-8% del pil all’anno in più di quanto importa. Viceversa, gli USA di Trump puntano sui rapporti bilaterali per cercare di risolvere il problema del pesante deficit commerciale.

Tra Macron e Merkel potrebbe esservi un gioco delle parti, quello del poliziotto buono l’una e di quello cattivo l’altra. Un modo per avvicinare Trump a Parigi e indirettamente alla UE, pur impostando una discussione dialettica tra USA e Germania. Può darsi, ma ci sarebbe di più. Frau Merkel è una leader senza grossi margini di manovra e ha sinora dimostrato di non sapere mai giungere a soluzioni credibili e risolutive fino al punto di pervenire a compromessi che mettessero a rischio lo status quo favorevole ai tedeschi. E’ stata la tattica seguita con la crisi dei debiti sovrani nell’Eurozona, affrontata malamente e attraverso decine, se non centinaia, di inconcludenti riunioni a Bruxelles. Trump non la beve e di chiacchiere non vuole sentirne. Macron parla un linguaggio concreto più simile al suo sul fronte della politica estera e militare, mentre la Germania è arroccata nella difesa di principi e delle istituzioni comunitarie, che cozzano sempre più con la realtà e, soprattutto, che alimentano solo divergenze personali e non speranze di dialogo.

Rispetto a Macron, poi, la Merkel ha le mani legate da una maggioranza parlamentare eterogenea, nonché da una scarsa attenzione ai temi internazionali all’infuori dell’Europa, eredità ancora della Seconda Guerra Mondiale. Se sul dossier iraniano, pur da posizioni divergenti, il francese sta cercando di convincere Trump a non stracciare l’accordo sul nucleare di due anni fa, Berlino usa toni di aperta ostilità e ottiene in cambio l’indifferenza del governo americano, che riserva alla cancelliera 3 ore di tempo, come se si trattasse di un leader di una qualche nazione anonima del continente africano.

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Argomenti: Economia USA, Germania, Presidenza Trump

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