Frau Merkel in Germania resta forte e un’altra Grosse Koalition attende Berlino

La cancelliera Angela Merkel conferma di godere di un consenso solido in Germania, dove l'effetto Schulz non si è visto alle elezioni di ieri nel Saar. Ecco il significato del voto locale.

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La cancelliera Angela Merkel conferma di godere di un consenso solido in Germania, dove l'effetto Schulz non si è visto alle elezioni di ieri nel Saar. Ecco il significato del voto locale.

Quando a votare è chiamato appena l’1% della popolazione, il test non è in sé significativo sul piano nazionale, ma segnala almeno gli umori di una piccola fetta dell’elettorato. E’ accaduto ieri in Germania, che abbia rinnovato il parlamento il piccolo Land occidentale del Saar, che di abitanti ne fa 800.000. L’appuntamento era atteso, perché si trattava del primo voto regionale dopo che l’ex presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, si è candidato a gennaio per la cancelleria, a capo dei socialdemocratici della SPD, che in poche settimane nei sondaggi sarebbero passati dal 23-24% al 32-33%, sostanzialmente gareggiando alla pari con i conservatori della CDU-CSU della cancelliera Angela Merkel.

Eppure, nel Saar non si è visto l’effetto Schulz: l’SPD ha perso circa l’1%, arretrando poco sopra il 29%, mentre la CDU del governatore uscente Annegret Kram-Karrenbauer ha guadagnato oltre il 5%, sfiorando il 41% dei consensi. Al terzo posto si è posizionata la Linke dei post-comunisti con il 13%, al quarto gli euro-scettici dell’AfD con il 6,2%, che per la prima volta mandano in questo Land 3 deputati. Fuori dal parlamento sono rimasti Verdi e liberali della FDP, entrambi sotto la soglia di sbarramento del 5%. (Leggi anche: Frau Merkel potrebbe perdere il suo braccio destro a Bruxelles)

Grosse Koalition prospettiva molto credibile

Sfuma il sogno del leader socialdemocratico di iniziare la campagna elettorale per le elezioni federali di settembre con un sorpasso ai danni dell’avversaria, così come di dare vita a una coalizione “rosso-rossa”, che nelle intenzioni di Schulz avrebbe potuto rappresentare un buon argomento da vendere agli elettori, in vista del rinnovo del Bundestag.

Invece, escludendo a priori che la CDU si allei alla sua destra con gli euro-scettici, l’unica maggioranza possibile sarebbe a questo punto quella con l’SPD, una prospettiva che non entusiasma, in particolare, proprio l’elettorato di sinistra, che teme di essere condannato anche sul piano nazionale a una terza coalizione con il centro-destra in appena 12 anni.

(Leggi anche: Europa senza Merkel beneficio per l’Italia?)

Euro-scettici tedeschi avanzano, ma non sfondano

I dati di ieri, per quanto considerabili poco più che un sondaggio, segnalerebbero quattro cose: la prima, che la cancelliera Merkel resta più forte di quanto le chiacchiere relative agli ultimi sondaggi abbiano lasciato presagire; la seconda, che Schulz ha sì rianimato un partito, che sembrava destinato a un miserrimo 20-25% di consensi, ma questo potrebbe non essere sufficiente a rendere i socialdemocratici realmente competitivi per tornare alla cancelleria; terzo, che gli euro-scettici avanzano, entrano un po’ in tutti i Laender dove si vota, ma aldilà di poche eccezioni non sfondano; quarto, che a settembre non ci saranno probabilmente grossi scossoni, dato che la Grosse Koalition resterebbe lo scenario più probabile dopo il voto, pur con qualche ribilancimento tra i due schieramenti all’interno del governo. (Leggi anche: Intervista alla leader euro-scettica tedesca)

 

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