Franco svizzero si rafforza dopo la BCE: che farà la SNB al board di giovedì?

Franco svizzero resta forte e a novembre la banca centrale potrebbe averlo indebolito. Ma al board di giovedì sono possibili novità.

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Franco svizzero resta forte e a novembre la banca centrale potrebbe averlo indebolito. Ma al board di giovedì sono possibili novità.

Subito dopo il comunicato della BCE di giovedì scorso, nel quale annunciava un allungamento del “quantitative easing” di nove mesi, ma a un passo ridotto a 60 miliardi mensili, il franco svizzero ha reagito prima indebolendosi contro l’euro fino a 1,088, ma quando era divenuta più chiara la portata espansiva dei nuovi stimoli, il cambio con la moneta unica si è rafforzato fino a 1,077, ai massimi da lunedì.

Su base mensile, la valuta elvetica resta stabile, ma bisogna fare i conti con un altro dato, ovvero l’aumento più cospicuo dal dicembre 2014 delle riserve valutarie della SNB, la banca centrale svizzera, che nel mese di novembre è stato pari a 17,6 miliardi di franchi, a quota 647,99 miliardi.

Le riserve valutarie, che attualmente ammontano alla cifra monstre di circa il 100% del pil elvetico, sono un indicatore del grado di interventismo della banca centrale sul mercato valutario per indebolire il franco. Vendendo franchi e acquistando dollari, euro, etc., il loro livello sale. Resta da verificare, però, se sia (solo) questo il vero motivo alla base del boom di novembre, guarda caso il mese delle elezioni USA e della vittoria di Donald Trump. Capita, infatti, che le variazioni siano almeno in parte dovute al minore/maggiore valore degli assets denominati nelle divise straniere contro il franco. (Leggi anche: Franco svizzero indebolito dalla banca centrale)

Board SNB giovedì

Il dollaro si è rafforzato contro la valuta svizzera del 2,8% a novembre, mentre l’euro si è indebolito di pochissimo. Giovedì si terrà l’ultimo board dell’anno della SNB e in quell’occasione potremmo ricevere qualche altra sorpresa, considerando che il governatore Thomas Jordan non si stanchi mai di ripetere che il cambio sarebbe “sopravvalutato” e che egli si terrebbe pronto anche a intervenire sui mercati, come fece pubblicamente il 24 giugno scorso, all’indomani del referendum sulla Brexit, per indebolirlo.

Gli analisti non si aspettano novità in politica monetaria, ma per contro va segnalato come l’inflazione in Svizzera continui ad arretrare e a restare negativa, passando dal -0,1% al -0,3% del mese scorso.

Era al -1,3% a gennaio, ma l’inversione del trend potrebbe spingere l’istituto a intensificare gli sforzi per rendere il cambio più debole, in modo da innalzare il costo dei beni importati ed evitare il rischio di una lunga deflazione. La SNB adotta già da un paio di anni i tassi negativi sui depositi delle banche, tagliati ai livelli più bassi al mondo dal gennaio 2015, al -0,75%. (Leggi anche: Franco svizzero, SNB: potremmo svalutarlo da domani)

 

 

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