Franco svizzero e mercato immobiliare a Londra colpiti dalle sanzioni alla Russia?

Il franco svizzero il mercato immobiliare londinese cedono. Cosa hanno a che fare con le tensioni tra Russia e Occidente?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il franco svizzero il mercato immobiliare londinese cedono. Cosa hanno a che fare con le tensioni tra Russia e Occidente?

Nonostante le tensioni geopolitiche stiano esplodendo attorno all’Europa, il franco svizzero non solo non si sta rafforzando, ma segnala persino di indebolirsi, attestandosi a un tasso di cambio contro l’euro di 1,187 in queste ore (-0,8% in una settimana), vale a dire ai livelli più deprezzati dalla fine del cambio minimo di gennaio 2015. Eppure, la Svizzera funge da porto sicuro per i capitali stranieri, tanto che la sua banca centrale, la SNB, fu costretta nel settembre del 2011 a reagire all’eccessivo rafforzamento del franco con l’imposizione proprio di un tasso di cambio minimo di 1,20 per frenare gli afflussi dall’Eurozona, quando si era all’apice della crisi dei debiti sovrani nell’area. Cosa sta accadendo?

Per capirlo, forse dobbiamo guardare ad altre due capitali: Londra e Mosca. Secondo l’istituto Halifax, tra gennaio e marzo i prezzi delle case a Londra sono diminuiti del 3,2% e del 3,8% su base annua, il tasso di declino più rapido dal 2009, anno di massima crisi finanziaria globale. E dire che già nel quarto trimestre del 2017 si era registrato un calo dello 0,7%, mentre nel resto del Regno Unito, pur in decelerazione, i prezzi degli immobili continuano a salire. Effetto Brexit? Senz’altro, ma forse non solo. Londra è anche la meta principale dei capitali russi. E qui veniamo a Mosca.

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Rimpatrio di capitali russi?

In questi mesi, tra guerra delle spie tra Downing Street e Cremlino e nuove sanzioni finanziarie USA contro decine di oligarchi russi vicini al presidente Vladimir Putin, la tensione tra Russia e Occidente sta diventando altissima, rinvigorita negli ultimi giorni anche dall’annuncio dell’amministrazione Trump di un attacco militare contro il regime siriano di Bashir al-Assad, difeso strenuamente proprio dai russi. Che alle prese con le difficoltà, diversi miliardari stiano rimpatriando i capitali da Svizzera e Londra, bisognosi di liquidità o timorosi per eventuali congelamenti oltreconfine dei loro patrimoni?

Se così fosse, dovremmo attenderci un ulteriore deflusso di capitali da Svizzera e Londra, ovvero un possibile impatto ancora maggiore su franco e mercato immobiliare londinese, al netto rispettivamente della retorica accomodante del governatore Thomas Jordan e delle tensioni relative alla Brexit. Del resto, il rublo è arrivato a perdere oltre l’11% in una settimana ed è probabile che diversi magnati russi abbiano iniziato a rimpatriare denaro proprio quando il rublo era sceso contro il dollaro ai minimi dal novembre 2016. Sarà un caso, ma rispetto all’altro ieri, già il cambio guadagna il 5%, segno non solo che il rincaro del petrolio starebbe portando un po’ di sollievo al rublo, ma anche e forse, soprattutto, che da realtà come Svizzera e Londra starebbero tornando indietro diversi capitali, con disinvestimenti nel primo caso nel comparto obbligazionario (i rendimenti sovrani elvetici sono risaliti nelle ultime sedute) e nel secondo in quello immobiliare.

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Argomenti: Crisi russa, Franco svizzero