Franco svizzero contro rischio Brexit, la SNB non gradisce il consiglio di Hsbc

Comprate franchi svizzeri contro il rischio Brexit. Il consiglio è di Hsbc, che aumenta così la pressione rialzista sulla valuta elvetica. Che farà la SNB al board di giovedì?

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Comprate franchi svizzeri contro il rischio Brexit. Il consiglio è di Hsbc, che aumenta così la pressione rialzista sulla valuta elvetica. Che farà la SNB al board di giovedì?

Hsbc, prima banca europea per capitalizzazione, invita i suoi clienti ad acquistare franchi svizzeri contro il rischio Brexit, ovvero di uscita del Regno Unito dalla UE, ma li diffida dal vendere sterline. Ciò, spiega in un report, perché la valuta elvetica è ormai avvertita come un porto sicuro contro le tensioni internazionali, fungendo da bene-rifugio. Nel caso di vittoria dei “sì” al referendum, il franco si apprezzerebbe e anche di molto, mentre non perderebbe granché valore, nel caso di una vittoria dei contrari.

Viceversa, continua l’istituto, se si vendono sterline, il rischio è che successivamente a un’ipoteca vittoria dei contrari, questa potrebbe apprezzarsi di parecchio. Dunque, la strategia sarebbe questa: non vendere sterline, ma ripararsi dai rischi acquistando franchi svizzeri.

Nuove misure contro super-franco?

E dopodomani, si riunisce la banca centrale svizzera, la Schweizerische National-Bank (SNB), che dovrà decidere se reagire al potenziamento degli stimoli monetari da parte della BCE di Mario Draghi o se attendere gli sviluppi sul mercato valutario. In effetti, rispetto alla vigilia del board di Francoforte, non pare che il cambio elvetico abbia subito particolari pressioni rialziste, attestandosi attualmente a 1,096 contro l’euro, appena più forte dell’1,097 della chiusura di mercoledì scorso. Dall’inizio dell’anno, il franco svizzero si è indebolito dello 0,70% contro l’euro, ma agli inizi di marzo era arrivato a perdere il 2,5%. Il mondo delle imprese continua a lamentare una forza eccessiva del cambio, ragione per cui il governatore Thomas Jordan potrebbe sentirsi in dovere di reagire alla BCE con un ulteriore allentamento della sua politica monetaria.      

Tassi Svizzera ancora più giù?

Stando a un sondaggio realizzato da Bloomberg, la SNB potrebbe tagliare i tassi sui depositi delle banche fino al -1,25% dal -0,75% attuale, aumentando al contempo il suo bilancio dal 100% al 128% del pil elvetico, senza perdere di credibilità. Ma prima di abbassare nuovamente i tassi già negativi, l’istituto potrebbe ridurre la soglia di esenzione, al di sotto della quale le banche non subiscono alcun costo sui depositi effettuati presso la SNB.

Stando a diverse stime, a fronte di un -0,75% applicato nominalmente, l’esenzione riguarderebbe i 2 terzi dell’ammontare complessivo dei depositi, sostanzialmente abbassando il tasso effettivo medio intorno al -0,25%. Le pressioni sul franco restano elevate, come dimostrano i rendimenti negativi dei bond emessi dal governo federale svizzero fino alla scadenza dei 15 anni. I titoli quindicennali rendono sotto lo zero dalla fine del mese di gennaio, evidentemente scontando l’attesa per un nuovo rafforzamento del franco, ma anche a causa delle tensioni finanziarie globali, che hanno spinto gli investitori a rifugiarsi con i loro capitali nel paese alpino. Il consiglio di Hsbc, che potrebbe essere recepito da parte non minoritaria del mercato, potrebbe mettere in allarme Jordan, che giocando d’anticipo potrebbe adottare nuove misure dopodomani, evitando che l’economia nazionale, già in deflazione, resti bloccata su un trend calante dei prezzi per il minore costo dei beni importati.  

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