Forza Italia sta sbagliando tutto e Berlusconi rischia di perdere (altri) voti e soldi

Silvio Berlusconi ha avallato la nascita del governo giallo-verde, ma segnala di non volerlo affatto. E gli attacchi continui all'alleato Matteo Salvini rischiano di indebolirlo sul piano politico e della difesa degli interessi aziendali.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Silvio Berlusconi ha avallato la nascita del governo giallo-verde, ma segnala di non volerlo affatto. E gli attacchi continui all'alleato Matteo Salvini rischiano di indebolirlo sul piano politico e della difesa degli interessi aziendali.

I risultati elettorali della Valle d’Aosta, la regione più piccola d’Italia, hanno decretato il boom di consensi per la Lega di Matteo Salvini, arrivata seconda al 17,06% e dietro solo agli autonomisti di Union Valdotaine, scesi sotto il 20% per la prima volta dal 1973. I leghisti ottengono 7 seggi, così come gli autonomisti, mentre il Movimento 5 Stelle, fermatosi al 10,4%, si deve accontentare di 4 seggi. Restano esclusi dal Parlamento le formazioni tradizionali, ovvero PD e Forza Italia-Fratelli d’Italia, rispettivamente al 5,4% e 2,9%. La conferma di un trend generale, che punisce praticamente senza interruzione i due partiti-perno della Seconda Repubblica, premiando con costanza solo la Lega, mentre i pentastellati, privi di strutture radicate nei territori, pagano spesso proprio il loro noviziato.

I sondaggi valgono quel che valgono, ma segnalerebbero un Carroccio a circa il 25% e un M5S in area 31-32%, mentre Forza Italia sarebbe stabilmente sotto il 10% e il PD al 19%. Questi numeri sanciscono la strategia fallimentare sin qui seguita da Silvio Berlusconi, consistente nel distinguersi dall’alleato con attacchi dal sapore strumentale e schierandosi con le istituzioni comunitarie per darsi un’immagine rassicurante di garante della UE.

L’attacco degli azzurri alla scelta di Giuseppe Conte come premier indicato da Lega e 5 Stelle al presidente Sergio Mattarella per il suo profilo “tecnico” appare paradossale, visto che proprio il loro sostegno consentì al super-tecnico Mario Monti di guidare il governo più impopolare negli ultimi decenni dalla fine del 2011 fino alla primavera del 2013. Berlusconi è passato in pochi giorni dall’avallare la nascita di un governo giallo-verde, assicurandogli opposizione “benevola”, salvo virare verso un attacco frontale, anche attraverso le sue reti e la carta stampata, sconfessando sé stesso. E che dire, poi, della battuta poco felice di una decina di giorni fa sul rischio di una patrimoniale?

Rischio patrimoniale reale o solo una battuta di Berlusconi?

Come Forza Italia continua a sbagliare

Forza Italia, pur continuando a franare nei sondaggi e nei risultati delle amministrative (e a giugno si rinnovano i consigli di numerosi comuni in Sicilia e Sardegna), continua a non comprendere la ragione del proprio tracollo, che nulla ha a che vedere con la non candidabilità del suo leader fino a pochi giorni addietro. Il partito ha smesso da anni di contrapporsi sia allo schieramento avversario guidato dal PD, sia di mostrarsi un’alternativa credibile all’eurocrazia tanto detestata dagli italiani, finendo per diventare una copia sbiadita del Nazareno, solo un po’ più a destra, anche se non sempre. Anziché cercare di rimediare a questo “danno” d’immagine, l’ex premier sta aggravandolo, mostrandosi molto contiguo al PD e alle alchimie istituzionali da esso propinate per restare in sella.

Alle elezioni del 4 marzo ha vinto l’alternativa al sistema politico tradizionale. Non sappiamo se essa si rivelerà persino peggiore dell’offerta politica della Seconda Repubblica, ma questi sono gli umori non incidentali degli ultimi anni, confermati a ogni appuntamento elettorale di ogni livello. Pensare di reagire a tale ondata contrapponendole la riproposizione dell’asse europeista PD-FI aggraverà la crisi dei consensi, in particolare, proprio per gli azzurri, i cui elettori sono stati da sempre molto meno affezionati a Bruxelles di quelli del centro-sinistra. Forza Italia sta andando, dunque, contro la propria stessa base, come segnala il suo tracollo apparente persino dopo il voto.

E il rischio per Berlusconi consiste nel ritrovarsi un governo ostile ai propri interessi politici e personali. Se al Ministero dello Sviluppo andasse un grillino, forse lo stesso Luigi Di Maio, verrebbero meno le rassicurazioni offerte nelle scorse settimane da Salvini ad Arcore. Il dicastero avrebbe una parola dirimente su diversi dossier cruciali per l’economia e la finanza nazionali, tra cui quello relativo a Mediaset, oggetto di attenzione dei francesi di Vivendi. Parliamoci chiaramente: Di Maio o persino un ministro leghista difenderebbe Cologno Monzese da una scalata ostile, se le reti del Biscione gli facessero propaganda contro?

La lunga notte di Berlusconi e quei 4 errori fatali commessi dal 2011

Forza Italia rischia l’inconsistenza politica

C’è di più. Dalla spartizione delle cariche in Rai, Forza Italia rischia di restare a bocca asciutta con questa strategia dello pseudo-avallo pubblico all’intesa tra Lega e 5 Stelle. E una TV pubblica senza dirigenti “sensibili” agli interessi della principale società concorrente privata finirebbe per rappresentare una seria minaccia alla posizione dominante di Mediaset nel panorama televisivo. Per non parlare dell’Autorità Garante per le Comunicazioni, i cui vertici verrebbero rinnovati senza un previo accordo con Palazzo Grazioli. Trattasi dell’ente che avrebbe la responsabilità di porre paletti a eventuali operazioni di terzi ai danni della proprietà di Mediaset.

Fin quasi ridicolo, infine, appare il tentativo dell’ex premier di proporsi quale garante della stabilità dei mercati contro le bizzarrie del programma penta-leghista. Non è forse lo stesso ad essersi dovuto dimettere a seguito della crisi dello spread, esplosa nel 2011, la stessa che egli ebbe più volte a definire “un complotto” o anche “un imbroglio” orchestrato dalle cancellerie europee per estrometterlo dal potere? Con quale credibilità, dopo avere seminato tanto euro-scetticismo e diffidenza a piene mani verso il corretto operato dei mercati finanziari, adesso ci vorrebbe far credere della giustezza dei comportanti di UE e investitori? E’ questa linea senza direzione di Forza Italia a indisporre i residui elettori, nonché l’incapacità dei suoi dirigenti di comprendere le ragioni della batosta incassata. Il de profundis risuonerà a breve, nel caso in cui Salvini dovesse riuscire ad attrarre a sé pattuglie di parlamentari azzurri con la prospettiva di un governo di legislatura o almeno duraturo. Perché mai decine di deputati e senatori forzisti dovrebbero restare per anni nel limbo, in attesa che il capo si auto-pensioni, quando potrebbero godere dei benefici di appartenere alla maggioranza?

La preoccupazione di Berlusconi e come l’Europa colpirebbe a morte i nostri BTp

[email protected]

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica, Politica italiana

I commenti sono chiusi.