Forum BCE, Draghi: nell’euro si sta meglio, avanti con le riforme e la flessibilità

Dal Portogallo, il governatore della BCE, Mario Draghi, difende la necessità delle riforme nell'Eurozona e sprona i governi a una maggiore flessibilità delle loro economie. E avverte: dentro l'euro si sta meglio che fuori.

di , pubblicato il
Dal Portogallo, il governatore della BCE, Mario Draghi, difende la necessità delle riforme nell'Eurozona e sprona i governi a una maggiore flessibilità delle loro economie. E avverte: dentro l'euro si sta meglio che fuori.

Al Forum delle banche centrali organizzato dalla BCE a Sintra, Portogallo – la risposta al simposio di agosto della Federal Reserve di Jackson Hole – il governatore Mario Draghi ha dichiarato stamane che le prospettive di congiuntura per l’Eurozona adesso sarebbero le migliori degli ultimi 7 anni, dopo che il pil è cresciuto nel primo trimestre dello 0,4% congiunturale. E le aspettative d’inflazione, rileva, stanno crescendo, così come i paesi membri dell’unione monetaria hanno compiuto diversi passi in avanti sulle riforme strutturali. Tuttavia, avverte Draghi, la ripresa ciclica non è la soluzione a tutti i problemi, non è la risposta contro gli alti tassi di disoccupazione. Il numero uno dell’Eurotower sottolinea come i governi europei abbiano le migliori condizioni possibili per incentivare la crescita e che la politica monetaria ha fatto la sua parte e gli effetti sono visibili. Ma senza riforme strutturali, tuona, non ci sarà quella stabilità e quel benessere duraturo che l’Eurozona necessita. Allo stesso tempo, il governatore spiega che i paesi hanno accettato di stare nell’euro, perché fuori si sta peggio. Ma non nega che le istituzioni dell’unione monetaria abbiano bisogno di riformarsi, mentre auspica che la flessibilità sia il “DNA comune” dei paesi dell’Eurozona. A tale proposito, ha rilevato anche come l’inflazione sia più sensibili alle variazioni cicliche nei paesi che abbiano realizzato le riforme, citando Spagna e Italia, che le hanno fatte per il mercato del lavoro e dei prodotti.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la BCE annuncia maggiori acquisti di bond prima dell’estate  

Una location non casuale

La location del Forum potrebbe non essere casuale.

Il Portogallo è il paese che maggiormente, tra quelli che hanno ottenuto gli aiuti della Troika (UE, BCE e FMI), si è impegnato a realizzare le riforme e a risanare i conti pubblici sotto la guida del governo conservatore del premier Pedro Passos-Coelho. Il paese è riuscito ad uscire dalla crisi finanziaria ed economica degli anni passati e oggi è in ripresa, così come il tasso di disoccupazione è sceso al 14%. Lisbona gode di credibilità sui mercati finanziari, tanto che oggi riesce ad emettere i bond a 10 anni al 2,6%. Tuttavia, gli ottimi risultati ottenuti dal governo potrebbero non bastare alle elezioni politiche del 20 settembre, quando dovrebbe vincere l’opposizione socialista, che pur non avendo toni assimilabili a quelli di Syriza in Grecia, ultimamente si sono impegnati a porre fine alle politiche di austerità della Troika. Il discorso con cui Draghi ha rivendicato il mix necessario tra stimoli monetari e riforme strutturali e il fatto che dentro l’euro si starebbe meglio che fuori di esso potrebbe essere stato pronunciato proprio con un occhio alla situazione in Portogallo.   APPROFONDISCI – Il Portogallo guarda all’Irlanda anche sul rimborso anticipato della Troika. Dubbi dagli analisti  

.
Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti:
>