Fondo sovrano multi-comparto per abbattere il debito pubblico di 500 miliardi

La proposta “taglia debito” dell’ex consulente del Ministero dell’Economia Carlo Pelanda: un fondo obbligazionario sovrano al quale conferire le partecipazioni statali e gli immobili pubblici oggetto di dismissione.

di , pubblicato il
La proposta “taglia debito” dell’ex consulente del Ministero dell’Economia Carlo Pelanda: un fondo obbligazionario sovrano al quale conferire  le partecipazioni statali e gli immobili pubblici oggetto di dismissione.

Scende lo spread e i rendimenti dei Btp tornano a livelli pre-crsi. Ma l’economia reale peggiora. All’indomani delle presentazione del Def da parte del Governo e della necessità di trovare nuove risorse per finanziare la Cig in deroga delle Regioni, torna d’attualità il tema di come ridurre il debito pubblico italiano. Abbattere lo stock di debito pubblico di 500 miliardi di euro attraverso la creazione di un Fondo sovrano multi-comparto nel quale trasferire la parte alienabile del patrimonio pubblico. È la proposta avanzata nell’ottobre 2011 da Carlo Pelanda, ex consulente del Ministro Tremonti e professore aggiunto di scienze politiche e relazioni internazionali presso la University of Georgia di Athens (Stati Uniti).

UN FONDO SOVRANO PER LA VALORIZZAZIONE DEGLI ASSET IMMOBILIARI E AZIONARI DELLO STATO

Il Professore Pelanda ritiene possibile impiegare una parte degli immobili pubblici alienabili – stimati in 400 miliardi di euro – e le partecipazioni statali – valutate 200 miliardi – in funzione di riduzione del debito. Per valorizzare questi asset e quindi reperire la liquidità necessaria per abbattere lo stock di debito, l’ex consulente all’economia del primo Governo Berlusconi suggerisce la creazione di un fondo interamente di proprietà statale al quale conferire il patrimonio alienabile. Il Fondo sovrano multi-comparto verrebbe diviso in tre blocchi (immobiliare; azionario; licenze, concessioni e brevetti), ciascuno con un proprio regolamento e organizzazione gestionale.

Duplice l’obiettivo dell’operazione: reperire liquidità da trasferire immediatamente al Tesoro in funzione “taglia debito” e valorizzare nell’arco del tempo il patrimonio pubblico, ricavando rendite nell’ordine di 15-25 miliardi annui.

EMISSIONI OBBLIGAZIONARIE PER 300 MILIARDI INTERAMENTE GARANTITE DAL FONDO SOVRANO

Il piano di dismissione prevede l’emissione di un’obbligazione decennale di 300 miliardi di euro con cedola al 6% annuo più un premio variabile, garantita da tutti i beni immobiliari e azionari pubblici confluiti nel Fondo (stimati in 400 miliardi).

La presenza di garanzie reali, rappresentate dagli asset sottostanti, potrebbe valere al Fondo una Tripla A rendendolo così più appetibile agli occhi degli investitori bancari e andando a incidere indirettamente anche sulla performance dei Titoli di Stato già in circolazione.

Il Professore Pelanda è dell’avviso che una più precisa valutazione del patrimonio immobiliare e azionario oggetto di dismissione e la possibilità che questi beni si rivalutino nell’arco del prossimo decennio possano aumentare il valore di complessivo del Fondo. Ogni eventuale surplus verrebbe impiegato per l’acquisto delle emissioni sui mercati secondari e per il pagamento dei titoli giunti a scadenza senza necessità di rinnovarli, abbattendo così una percentuale del debito.

Argomenti: