Focus sul G7 fra guerre commerciali, dazi e spread impazzito

L’economia mondiale si trova in condizioni ragionevoli ma deve affrontare sfide future, come le tensioni commerciali e le aspettative di crescita

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L’economia mondiale si trova in condizioni ragionevoli ma deve affrontare sfide future, come le tensioni commerciali e le aspettative di crescita

Gli incontri del G7 si svolgono in un contesto di crescente tensione commerciale, che attualmente getta ombre sul macroambiente globale. Sebbene le misure annunciate finora non siano abbastanza ampie da avere effetti macroeconomici significativi, i rischi di un’ulteriore escalation più dannosa sono aumentati. In particolare, le relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina sono incentrate sulle prospettive di aumento dei dazi, ma anche su misure non tariffarie quali le restrizioni agli investimenti bilaterali. Gli investitori devono dunque mettere in conto una maggiore incertezza sul futuro.

Accanto a questi scontri commerciali – osservano gli analisti di Aberdeen Standard Investments – abbiamo assistito ad altri sviluppi preoccupanti nell’economia globale; le interruzioni della fornitura hanno fatto lievitare i prezzi del petrolio; il populismo in Italia sta sollevando preoccupazioni sulla stabilità della regione e l’inasprimento della liquidità del dollaro sta creando tensioni in alcuni mercati emergenti. Tutto sommato è stato certamente un percorso più impegnativo in termini di economia e mercati, rispetto alla navigazione fluida dello scorso anno.

Tuttavia, mentre questi venti contrari si sono sviluppati, non sono ancora abbastanza forti da interrompere i fondamentali globali ancora ampiamente solidi. Infatti, anche se quest’anno abbiamo leggermente ridotto le nostre previsioni primarie – dicono gli esperti di Aberdden – la crescita globale del PIL dovrebbe essere ancora la più forte dal 2011, prima di rallentare con la maturazione del ciclo. Uno degli aspetti da tenere in considerazione è che questa crescita può essere più rischiosa, irregolare e disomogenea tra economie e settori, il che evidenzia la crescente necessità di differenziare tra mercati e asset class.

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Argomenti: Altre economie