La Juventus cola a picco in casa contro il Milan e adesso i conti bianconeri tremano per davvero

Il mancato accesso alla Champions League per la società di Andrea Agnelli sarebbe un disastro finanziario enorme. E la permanenza di CR7 verrebbe meno.

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Flop Juventus di Andrea Pirlo

Nel calcio, così come nella vita, si può certamente perdere, specie dopo quasi un decennio di gloria. Ma c’è sconfitta e sconfitta. E il flop della Juventus di Andrea Pirlo ieri è stato totale. I bianconeri non sono mai scesi in campo nella serata di ieri e, in effetti, hanno perso 0 a 3 come a tavolino. Il Milan all’Allianz Stadium ha fatto l’impresa e può carezzare il sogno di accedere alla prossima Champions League. E stamattina, gli effetti di quel che è accaduto si vedono anche in borsa. Le azioni Juventus cedono al momento il 4,20%, scendendo a 71 centesimi, dato minimo da marzo 2020.

C’è davvero la sensazione che sia finito non solo un ciclo prettamente sportivo in casa bianconera. E’ tutta la società ad essere investita da una crisi d’immagine e d’identità. Il flop Juventus rischia, però, di diventare irreparabile. Con i 3 punti persi contro i rossoneri, l’accesso alla Champions diventa maledettamente difficile. A tre giornate dalla fine, la squadra è quinta nella classifica di Serie A, pur a un solo punto di distacco dal quarto posto, occupato dal Napoli.

E i guai a Torino non sarebbero solamente sportivi nel caso in cui la Juventus dovesse accontentarsi dell’Europa League. Il primo semestre si è chiuso con una maxi-perdita di 113,7 milioni di euro, ben maggiore dei 50,3 milioni del primo semestre della stagione 2019-2020. Anche a causa del Covid, l’intero esercizio è atteso in profondo rosso. Nel frattempo, il debito finanziario netto sfiora i 360 milioni. Senza la Champions, i ricavi crollerebbero ulteriormente e tenere in rossa un ingaggio pesantissimo come quello di Cristiano Ronaldo sarebbe pressoché proibitivo.

Flop Juventus, allarme bilanci

Il flop Juventus in ottica Champions quanto varrebbe? Nel 2019, la squadra allora allenata ancora da Massimiliano Allegri portò a casa 95,6 milioni di euro, pur fermandosi ai quarti di finale.

L’anno successivo, stavolta con Maurizio Sarri, incassò 84,1 milioni. Precipitare in Europa League non sarebbe la stessa cosa. Il Siviglia, che ha vinto l’ultima coppa europea minore in finale contro l’Inter, l’anno scorso ha incassato in tutto 34,6 milioni. Questo significa che, nello scenario migliore, i minori ricavi della Juventus ammonterebbero a una cinquantina di milioni.

Un calcolo esatto non è possibile per varie ragioni, tra cui l’andamento della pandemia. Non sappiamo se, quando e in quali forme i tifosi potranno tornare negli stadi. Se così non fosse, gli incassi ai botteghini sarebbero nulli (o molto bassi con l’accesso parziale) e, tutto sommato, i bianconeri si consolerebbero sapendo che avrebbero rinunciato a minori ricavi. Resta il fatto che il mancato accesso in Champions non sia sostenibile per una società, che spende in soli stipendi 236 milioni di euro a stagione. Solamente CR7 incide per un’ottantina di milioni. Troppi per un club eventualmente in corsa per l’Europa League.

A dire il vero, anche ammesso che la Juventus riuscisse ad accedere alla Champions, non è detto che vi partecipi. La UEFA intende sanzionarla insieme a Real Madrid e Barcellona per la loro volontà di restare in Superlega. Il presidente Aleksander Ceferin vorrebbe imporre loro una squalifica per due anni dalle competizioni europee. Ad ogni modo, a naufragare è un intero (non) progetto. Pirlo si è rivelato l’ennesimo errore fatale della gestione di Andrea Agnelli. Neppure il ritorno molto probabile di Allegri in panchina riuscirebbe a trattenere CR7, a sua volta in grave crisi di gioco e risultati. Quel che è peggio, con una UEFA divenuta improvvisamente nemica, i bilanci bianconeri verranno scrutati rigo per rigo. E state certi che Ceferin farà di tutto per far rispettare il Fair Play Finanziario.

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