Flessibilità conti pubblici: quel lusso che Frau Merkel non può concederci

La nuova flessibilità chiesta dal governo Renzi alla cancelliera Merkel mette in difficoltà Berlino, stretta tra la necessità di salvare la UE e di evitare una crisi politica interna.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La nuova flessibilità chiesta dal governo Renzi alla cancelliera Merkel mette in difficoltà Berlino, stretta tra la necessità di salvare la UE e di evitare una crisi politica interna.

Il vertice bilaterale tra Italia e Germania a Maranello, presso lo stabilimento della Ferrari, è stato il primo tra Matteo Renzi e la cancelliera Angela Merkel dopo il terribile terremoto del 24 agosto scorso, che ha provocato quasi 300 morti già accertati in diversi comuni del Centro. L’occasione era ghiotta per Palazzo Chigi, che già in difficoltà a fare quadrare i conti pubblici, a seguito di una crescita dimezzata rispetto alle previsioni, adesso avanza pretese esplicite Bruxelles per una maggiore flessibilità fiscale, anche per consentire al governo di varare un piano per la messa in sicurezza delle abitazioni nel nostro paese, il cosiddetto “Casa Italia”.

Frau Merkel si è limitata ieri a mostrarsi ottimista sul fatto che il Patto di stabilità possa contenere le giuste previsioni, che farebbero al nostro caso. Di più non poteva la cancelliera, anche perché formalmente non è lei a detenere la custodia delle regole europee.

Elezioni Germania test per Frau Merkel

Al suo seguito c’era il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, che in Germania funge da coscienza critica dentro al governo e gode tra l’ala conservatrice della CDU-CSU di un sostegno maggiore di quello della stessa cancelliera, attaccata da parte della sua coalizione per essere troppo cedevole nei confronti dei partner del Sud Europa.

Settembre sarà un mese di prova per il governo tedesco. Domenica prossima si vota nel Land del Meckenburg-Vorpommern, mentre il 18 sarà la volta della città-stato di Berlino. E i sondaggi appaiono neri per i conservatori, i quali risulterebbero quasi appaiati al 22% contro il 21% della destra euro-scettica dell’AfD, che dell’opposizione ai salvataggi pubblici di stati e banche e all’ingresso indiscriminato di rifugiati ne sta facendo i suoi cavalli di battaglia.

 

 

 

Nuova flessibilità deficit difficile per Italia

La flessibilità richiesta dall’Italia, ma anche, in verità, da Spagna, Portogallo e Francia diventa molto problematica per la cancelliera, che se desse il suo placet a Bruxelles rischierebbe di venire travolta alle elezioni federali in programma tra un anno. Stando ai sondaggi, meno della metà dei tedeschi vorrebbe che le fosse affidato un quarto mandato. E dire che la Merkel godeva fino a poco tempo fa di consensi quasi plebiscitari in patria.

Berlino è consapevole che Renzi avrebbe bisogno di una mano prima del referendum costituzionale, che se perdesse farebbe esplodere nuove tensioni finanziarie nell’Eurozona e metterebbe in crisi la stessa UE; d’altro canto, non può certo spingersi fino a mettere a repentaglio la stabilità politica teutonica.

L’equilibrio resta sottile e difficile da conseguire. La sensazione è che nessun ammorbidimento significativo delle regole possa avvenire prima delle prossime elezioni federali tedesche e che fino ad allora la cancelliera sarà costretta a tenere dritta la barra delle regole, anche al costo di scontrarsi in misura crescente con i commissari.

 

 

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Argomenti: Crisi del debito sovrano, Crisi economica Italia, Crisi Eurozona, Debito pubblico italiano, Economia Europa, Economia Italia, Germania, Governo Renzi, Matteo Renzi

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