Flessibilità contro austerità: alla fine taglieremo le tasse ai tedeschi

Ai tedeschi finisce che facciamo un favore chiedendo meno austerità (per loro). Il Sud Europa farà tagliare le tasse alla Germania.

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Ai tedeschi finisce che facciamo un favore chiedendo meno austerità (per loro). Il Sud Europa farà tagliare le tasse alla Germania.

La riunione di Atene dello scorso fine settimana tra i capi di stato e di governo del Sud Europa è stato ribattezzato il vertice anti-austerità, visto che il contenuto principale dell’appello dei leader del Mediterraneo si è fondato sulla richiesta di una maggiore flessibilità fiscale, contro la logica della sola austerità.

La Germania non ha reagito ufficialmente, ma ha parlato per mezzo del capogruppo del Partito Popolare Europeo, il tedesco Manfred Weber, che ha tacciato Matteo Renzi e François Hollande di irresponsabilità, avendo dato ascolto a un leader poco credibile come il greco Alexis Tsipras, il padrone di casa dell’evento, che sfrutterebbe, a suo dire, Roma e Parigi per evitare di fare i conti con le richieste di risanamento dei conti pubblici e di riforme strutturali da parte dei creditori pubblici (UE, BCE e FMI).

Austerità versus flessibilità

Alla fine, sembra un derby Nord-Sud, con Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia a chiedere una politica più rilassata sui bilanci statali e la Germania a pretendere che i conti siano in ordine. Lo scontro è arrivato a solo un giorno dall’ultima riunione della BCE, al termine della quale il governatore Mario Draghi ha chiesto ai paesi con margini fiscali disponibili (la Germania) di utilizzarli a beneficio dell’intera Eurozona, mentre a tutti ha fatto appello per il varo di riforme pro-crescita.

La Germania chiuderà quest’anno il suo bilancio pubblico con un avanzo fiscale di 33 miliardi, l’1,2% del pil. Al contempo, il surplus corrente dovrebbe attestarsi all’8,9% del pil, nuovo record storico, segnale che l’economia tedesca sarebbe molto competitiva, attirerebbe capitali e consumerebbe meno di quanto potrebbe.

 

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Taglio tasse Germania molto probabile

Se i governi dell’Eurozona dessero ascolto alla BCE, avremmo da un lato il Sud Europa senza più margini di manovra sui conti pubblici (i mercati ci punirebbero con conseguente rialzo dei rendimenti dei bond, riducendo le risorse a bilancio disponibili), costretti solamente a fare riforme per stimolare la crescita nel medio-lungo termine, ma impopolari spesso nel breve; dall’altro, ci sarebbe, in particolare, una Germania capace di fare spesa pubblica o di tagliare le tasse, in modo da stimolare i consumi interni e, si spera, anche le importazioni, ovvero le esportazioni del resto dell’area.

 

APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/brexit-crisi-fiducia-imporra-nuova-austerita-non-piu-flessibilita/

 

Ed è proprio quello che il governo tedesco intende parzialmente fare: un taglio delle tasse già previsto per 17 miliardi di euro, circa lo 0,6% del pil, la metà dell’avanzo. La misura dovrebbe entrare in vigore solo dopo il 2017, anno in cui si vota (in Germania non viene considerato serio tagliare le tasse a pochi mesi dalle elezioni, un altro pianeta!).

Tuttavia, volete vedere che stavolta la cancelliera Angela Merkel dia ascolto alle richieste di flessibilità sempre più pressanti del resto d’Europa e vari per l’anno prossimo una manovra finanziaria improntata al taglio delle tasse e forse anche della spesa pubblica? Se così fosse, Renzi-Hollande-Tsipras avranno fatto finalmente il bene dei tedeschi, perché la loro battaglia campale sulla flessibilità si sarà tradotta in un risparmio per le famiglie e le imprese in Germania sulle tasse. Un successo, non c’è che dire, in attesa che i consumatori teutonici inizino a spendere e a comprare pasta italiana, abiti francesi e qualche barattolo di yogurt greco.

 

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