Tassa sui ricchi stranieri ai comuni? Vediamo perché sarebbe un’ottima idea

La tassa fissa da 100.000 euro sui contribuenti ricchi stranieri è un'ottima idea per attirare milionari, ma sarebbe meglio se il gettito fosse lasciato ai territori che li ospitano. Vediamo perché.

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La tassa fissa da 100.000 euro sui contribuenti ricchi stranieri è un'ottima idea per attirare milionari, ma sarebbe meglio se il gettito fosse lasciato ai territori che li ospitano. Vediamo perché.

L’Agenzia delle Entrate ha dato attuazione alla legge di stabilità 2017, laddove prevedeva l’introduzione di una “flat tax” (espressione impropria, dato che nella realtà si tratta di una tassa in somma fissa) sui contribuenti ricchi residenti all’estero da almeno 9 anni, pari a 100.000 euro all’anno e a ulteriori 25.000 euro annui per ogni altro familiare. La misura punta ad attirare milionari dall’estero e lungi dall’essere socialmente iniqua, come diversi moralisti da tastiera scrivono, potrebbe avere effetti molto positivi sulle casse dello stato e sulla capacità dell’Italia di attirare vere risorse, ovvero persone con elevata capacità di spesa e che magari, una volta messo piede sul nostro territorio, potrebbero anche ipotizzare di investire qui, di creare attività produttive, sempre che ne trovino le condizioni.

La flat tax sui ricchi è un passo importante, ma non può e non deve restare isolato. Serve, ad esempio, creare un fisco più leggero anche sui redditi maturati in Italia sia dagli italiani stessi che dagli stranieri. Bisogna abbattere la burocrazia, migliorare la viabilità, sostenere le infrastrutture, curare il verde pubblico, tutti elementi indispensabili per fare in modo che un paperone possa realmente decidere di venire a vivere nel nostro paese e che dopo avervi trasferito la residenza, si scommetta anche sul piano imprenditoriale. (Leggi anche: Arriva la flat tax per i Paperoni)

Quanti sono i milionari in Italia

L’Italia ospiterebbe oggi circa 300.000 milionari, anche se i numeri appaiono discordanti tra i vari istituti di rilevazione, anche perché la valuta di riferimento sul piano internazionale è il dollaro, ma capite benissimo che una cosa è essere milionari in dollari, un’altra in euro, per quanto il cambio tra le due divise si sia quasi portato alla parità negli ultimi tempi.

Per questo, i milionari in euro sarebbero poco più della metà del dato sopra indicato, ovvero intorno alle 170.000 unità. In rapporto alla popolazione, tuttavia, restiamo al di sopra della media europea e il confronto ci pone già sostanzialmente alla pari con realtà come la Francia, dalla quale risultano fuggiti nel biennio 2015-2016 ben 22.000 ricchi, che per lo più hanno puntato ai paesi anglosassoni.

(Leggi anche: Ricchi in fuga dalla Francia, l’esodo dei milionari premia il mondo anglosassone)

Potrebbe essere un toccasana per le casse statali

Immaginiamo di essere in grado di attirare 100.000 paperoni con la flat tax sui ricchi. Il beneficio accordato dura fino a un massimo di 15 anni. Ebbene, nell’arco di tale periodo, l’Italia incasserebbe 150 miliardi di euro, senza considerare i familiari che ciascuno si porterebbe dietro e per i quali pagherebbe altri 25.000 euro a testa ogni anno.

Un simile gettito sarebbe una bella boccata di ossigeno per il Tesoro, ma come dicevamo, meglio sarebbe accompagnare la misura con la creazione di condizioni migliori sul piano fiscale per i redditi maturati in Italia (la flat tax riguarda solo i redditi all’estero) e di attrattive dell’arredo urbano in molte delle realtà italiane. (Leggi anche: Ricchi in Italia, gli stessi da 600 anni)

Gettito flat tax ai comuni sarebbe un’ottima soluzione

Se un riccone straniero dovesse optare per spostare la residenza in Italia, approfittando della tassa in somma fissa, con molta probabilità sceglierebbe di trasferirsi in località per lui rinomate, come potrebbero essere Capri, Portofino o la Costa Smeralda. Le cose cambierebbero, però, se i comuni fossero messi in concorrenza tra di loro per attirare milionari. Come? Consentendo loro di appropriarsi in tutto o in parte del gettito derivante dalla flat tax.

Il sindaco di un comune potenzialmente attrattivo cercherebbe di migliorare la viabilità, di spendere al meglio il denaro pubblico per l’arredo urbano, insomma per “confezionare” al meglio il suo territorio, di modo che possa essere residenza per gruppi di contribuenti fortunati. Le casse locali ne beneficerebbero e, soprattutto, si scatenerebbe tra i territori una gara positiva per offrire servizi e puntare sulle peculiari attrazioni di cui godono per natura, paesaggio, tradizione, storia, ricchezza culinaria e cultura.

Concorrenza tra comuni sarebbe l’ideale

Se in comune da 50.000 abitanti si trasferissero 10 milionari con famiglie al seguito, entrerebbero nelle sue casse qualcosa come 1-1,5 milioni di euro all’anno, nel caso l’intero gettito fosse suo.

Se sul piano nazionale, le cifre sarebbero risibili, il sindaco con quel denaro potrebbe anche svoltare, a beneficio non solo dei nuovi residenti, ma proprio della popolazione locale. Ottima l’idea della flat tax, adesso che siano i comuni a beneficiarne e si dia il via alla migliore delle concorrenze tra territori: quella per attirare nuovi arrivi.

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