Flat tax per i dipendenti, il rilancio di Salvini e la posizione di Di Maio e Tesoro

Matteo Salvini ha rilanciato la flat tax spiegando che il suo partito cercherà di far approvare la legge sulla tassa piatta per i dipendenti.

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Matteo Salvini ha rilanciato la flat tax spiegando che il suo partito cercherà di far approvare la legge sulla tassa piatta per i dipendenti.

Matteo Salvini è tornato a rispolverare un vecchio cavallo di battaglia del Centrodestra, la flat tax, che aveva tenuto insieme il segretario della Lega Nord con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni in occasione delle elezioni del 4 marzo scorso. Non si sono fatte attendere le reazioni di Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, oltre che del Tesoro, che ha quantificato la spesa necessaria per mandare in porto la flat tax per i dipendenti, come vorrebbe il numero uno del Carroccio.

La flat tax di Salvini

Durante un comizio elettorale a Melfi, in occasione delle elezioni regionali della Basilicata che si terranno il prossimo 24 marzo, Matteo Salvini ha rilanciato la flat tax, spiegando che nel 2019 (quest’anno, ndr) il suo partito cercherà di far approvare la legge sulla tassa piatta per i dipendenti, dopo che nell’ultima legge di Bilancio è stata fornita una risposta concreta alle partite IVA fino a 65 mila euro, con un’aliquota fissa al 15 per cento e uno sconto pari al 35 per cento sui contributi. Dopo quella per i lavoratori autonomi dunque, Salvini mira a una flat tax per i lavoratori dipendenti già a partire dal 2019.

Come funzionerebbe la flat tax per i lavoratori dipendenti e il costo

Una deduzione pari a 3 mila euro per i redditi fino a 35 mila euro all’anno, con una doppia aliquota al 15 e al 20 per cento rispettivamente per i redditi annui di importo complessivo fino a 80 mila e quelli superiori. Tale schema viene riportato da una simulazione fatta dal ministero dell’Economia nel mese di febbraio, attraverso la quale è stato fornito anche un dato oggettivo sui costi che una flat tax per i lavoratori dipendenti avrebbe per le casse dello Stato, pari a circa 59 miliardi di euro.

La posizione di Di Maio

Interrogato sull’argomento, Luigi Di Maio ha affermato che un accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega Nord è possibile, sottolineando però l’importanza di “non fare facili promesse alla Berlusconi perché abbiamo responsabilità nei confronti dei cittadini”.

In risposta ai costi ipotizzati dal ministro dell’Economia, una nota della Lega Nord pubblicata integralmente dalla redazione del sito ufficiale Rai News afferma che la seconda fase della flat tax ha in realtà un’incidenza di 12 miliardi.

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