Flat tax al 7% per i pensionati esteri nel Sud Italia, ecco la lezione dal calcio di Serie A

Da Cristiano Ronaldo a Pep Guardiola, passando per i pensionati stranieri che si trasferiscono nel Sud Italia: ecco come il fisco cerca di attirare cittadini benestanti, in attesa dell'agognata "flat tax" per gli italiani.

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Da Cristiano Ronaldo a Pep Guardiola, passando per i pensionati stranieri che si trasferiscono nel Sud Italia: ecco come il fisco cerca di attirare cittadini benestanti, in attesa dell'agognata

Finalmente, l’Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento attuativo della norma contenuta nella legge di Stabilità 2019, che consente ai pensionati esteri di avvalersi di una tassa piatta (“flat tax”) al 7% sui redditi maturati all’estero, nel caso decidessero di trasferire la loro residenza in un Comune del Sud Italia. Perché ciò sia possibile, è necessario essere stati residenti all’estero nei 5 anni precedenti. Una misura fiscale agevolante, che intende seguire il cosiddetto “modello Portogallo”, che negli ultimi anni ha attirato decine di migliaia di pensionati di tutta Europa, garantendo loro la totale esenzione degli assegni previdenziali percepiti per un periodo di 10 anni. A tale proposito, vi invitiamo a leggere l’intervista realizzata un anno fa a uno dei responsabili dei gruppi di italiani in Algarve: (Pensionati italiani in Portogallo: boom di presenze, ma attenzione alle truffe).

Che per attirare lavoratori, pensionati e capitali dall’estero sia necessario puntare sulla bassa tassazione lo sanno anche le pietre. Ultimamente, la prova è arrivata dal campionato di calcio di Serie A. La scorsa estate, fece scalpore l’arrivo a Torino di Cristiano Ronaldo, che ha dismesso la maglia del Real Madrid per indossare quella bianconera della Juventus. L’attaccante portoghese sarà stato a caccia di motivazioni, dopo avere vinto di tutto in Spagna, ma siamo sicuri che non ne abbia avute anche di fiscali? Un esempio: nel 2015, il fenomeno ha dichiarato al fisco redditi per 204 milioni di euro, di cui “solo” una quarantina legati al suo ingaggio con i “blancos”. Il resto è arrivato e continua ad arrivare dagli sponsor, tra cui i 24 milioni annui vita natural durante dell’Adidas, oltre che dalle attività imprenditoriali.

Le tasse già piatte o fisse per i Paperoni stranieri

Su questi altri redditi, in Italia CR7 pagherà solamente 100.000 euro, qualcosa come meno dello 0,1%, grazie a una legge voluta dal governo Gentiloni, che introduce un’imposta in somma fissa sui redditi maturati all’estero di quanti trasferiscano la residenza in Italia. Una sorta di norma per i Paperoni stranieri, mirante ad attirare nel Bel Paese immigrati di un certo livello, perché è evidente che incentivi quanti abbiano redditi elevati, altrimenti non avrebbe senso.

Per quanto l’affare sia quasi del tutto sfumato, nei giorni scorsi è stata grande eccitazione sempre tra i tifosi juventini, allorquando si sia sparsa la voce che ad allenare i loro beniamini sarebbe stato Pep Guardiola, l’attuale tecnico del Manchester City, il quale secondo l’AGI avrebbe percepito 24 milioni netti all’anno per tre stagioni. Anche in questo caso, avrebbe dato una grande mano proprio il fisco. Stavolta, la norma in questione è contenuta nell’ultima legge di Stabilità e riguarda il “ritorno dei cervelli”. I redditi di quanti siano stati residenti all’estero nei due anni precedenti vengono tassati solo per il 30%. A conti fatti, l’aliquota Irpef del 43% sarebbe gravata su meno di un terzo dell’ingaggio lordo del catalano, facendo risparmiare alla Juve 14 milioni di euro all’anno, quanto l’intero stipendio lordo percepito da Massimiliano Allegri.

Ma il calcio non è un gioco sconnesso dalla realtà economica, anzi è un’industria tra le principali in Italia, che nel complesso produce lo 0,25% del pil e che funziona esattamente come ogni altro settore. Capite perché qualcuno punta i piedi da tempo sulla “flat tax” al 15%? Sarebbe l’unica scossa possibile per un sistema Italia malato di alte tasse, di lacci e lacciuoli a chi produce e investe e che deprime il settore privato per alimentare un mostro pubblico sempre più vorace di risorse. Se si pensa che sia irrealistico far decollare la tassa piatta su tutti i redditi delle persone fisiche, evidentemente state perdendo il vostro tempo a contrastare una misura, che necessita semmai di uno sforzo come mai prima per renderla sostenibile per i nostri conti pubblici.

Non si capisce perché dovremmo scandalizzarci di far pagare a tutti la stessa aliquota fiscale, quando già oggi abbiamo creato le premesse per attirare i Paperoni stranieri, consentendo loro di pagare ben meno del 15% ipotizzato dal vicepremier Matteo Salvini.

Salvini ora all’incasso: flat tax, sblocca-cantieri (TAV) e autonomia

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