Fitch riapre i giochi sulla Grecia ma aumentano i dubbi sulla tenuta sociale

Per l'agenzia di rating la Grecia ha compiuto importanti passi in avanti. Ma Bruxelles chiede ad Atene più sforzi sulle liberalizzazioni e sul pubblico impiego

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Per l'agenzia di rating la Grecia ha compiuto importanti passi in avanti. Ma Bruxelles chiede ad Atene più sforzi sulle liberalizzazioni e sul pubblico impiego

L’agenzia di rating Fitch ha innalzato il suo rating sul debito pubblico di lungo termine della Grecia da CCC a B- e con outlook stabile. Upgrade anche per il debito a breve, il cui giudizio passa da C a B.

 

Crisi della Grecia: il giudizio in chiaroscuro di Fitch

Secondo Fitch, la Grecia avrebbe compiuto significativi passi in avanti e si troverebbe nella giusta direzione, come dimostra il risanamento dei cosiddetti “deficit gemelli”, ossia del disavanzo fiscale e di quello delle partite correnti, grazie agli aiuti della Troika (UE, BCE e FMI) da 240 miliardi di euro complessivi e al taglio del debito di un anno fa. Tuttavia, è la stessa agenzia ad osservare che tali miglioramenti sono avvenuti a costo di un forte aumento della disoccupazione e del calo del pil. Così come Fitch riconosce anche la possibilità che la ripresa non avvenga.

In ogni caso, si tratta della seconda buona notizia in due giorni per i greci, dopo che l’Eurogruppo di lunedì aveva promosso Atene, esprimendo soddisfazione per i passi compiuti nell’ambito del recupero di competitività sui costi, richiamando, tuttavia, il governo di Samaras al taglio di ulteriori 15 mila dipendenti pubblici e all’implementazione delle riforme caldeggiate da anni dalla UE.

 

Titoli di stato Grecia: Atene tornerà a finanziarsi sul mercato?

E in uno sprazzo di ottimismo, il premier Antonis Samaras ha annunciato ieri che la Grecia è pronta a tornare sui mercati finanziari nella prima metà dell’anno prossimo, rifinanziandosi, quindi, con l’emissione di nuovi bond, dopo tre anni di assenza e di rifinanziamento del debito in scadenza grazie agli aiuti europei. Il trend sembra dargli ragione. In un solo anno, i rendimenti sui titoli decennali sono crollati dal 29% al 10% e alla sola notizia dell’upgrade di Fitch, oggi il tasso ha toccato in mattinata un minimo dell’8,5%, mentre Morgan Stanley invita a comprarli.

Tuttavia, tra le misure possibili per rendere sostenibile il risanamento dei conti pubblici potrebbero esservi sia un secondo taglio del debito, sia l’abbassamento degli interessi sui prestiti accordati, dopo il calo concesso già all’inizio di quest’anno.

Pensare, però, che la crisi sia giunta al termine sarebbe sbagliato. La disoccupazione è salita al 27% e tra i giovani s’è impennata al 62%. Anche quest’anno sarà recessione per il sesto esercizio consecutivo e sebbene Bruxelles abbia migliorato le stime sul pil (da -4,8% a -4,4%), dal 2008 alla fine del 2012 si è già bruciata il 22% della ricchezza.

La Troika pretende un vero smaltimento del settore pubblico, che conta ad oggi quasi 740 mila dipendenti. Almeno 15 mila posti devono essere tagliati nei prossimi mesi e altri 25 mila nei prossimi anni. Una promessa che la politica ateniese non sarà in grado facilmente di mantenere. E altri temi caldi per la squadra di Samaras sono le liberalizzazioni e la flessibilità del mercato del lavoro.

Il fronte ellenico, insomma, non è destinato a chiudersi nei prossimi mesi. Semmai, l’alta liquidità nell’intera Eurozona e l’arrivo di ingenti investimenti adesso anche dal Giappone stanno in parte narcotizzato il mercato.

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